Black Tape for a Blue Girl: Bike Shop

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Bike Shop è il titolo del nuovo attesissimo lavoro del mitico gruppo Black Tape for a Blue Girl, che esce in questi giorni dopo molti anni di silenzio. Anima del progetto, come si sa, è quel Sam Rosenthal conosciuto soprattutto per la sua attività di fondatore dell’etichetta Projekt Records: i Black Tape for a Blue Girl sono stati nel bene e nel male una sua creatura e hanno realizzato, dal 1986 in poi, una serie di dischi, alcuni dei quali indimenticabili, abbastanza distanziati fra loro e con frequenti rimaneggiamenti nella line up. Oggi insieme a Rosenthal, impegnato con chitarra e moog, sono presenti Michael Plaster alla voce e il già noto Brian Viglione alla batteria: l’EP contiene soltanto quattro brani, ma si tratta, in effetti, del primo materiale inedito dopo 10 Neurotics del 2009 e pare preceda l’uscita di un album che dovrebbe arrivare entro la fine di quest’anno. Chi ha dimestichezza con la produzione precedente del gruppo, ha subito evidenziato come l’impostazione di questa nuova musica sia improntata alla semplicità e alla linearità, con uno stile disadorno, talvolta anche troppo spartano. A mio avviso, tuttavia, il nucleo poetico che ha sempre fatto parte dell’essenza dei Black Tape for a Blue Girl è chiaramente percepibile e, del resto il contenuto delle liriche è decisamente sentimentale. Ciò che appare trasformata, caso mai, è l’atmosfera, che risulta meno ‘densa’ e pregnante rispetto al passato, in un certo senso meno ‘gotica’, privata com’è di quei momenti di ispirazione quasi ‘sacrale’ che ci hanno tanto affascinato in passato. Per esempio, “Bike Shop/Absolute Zero” apre uno scenario malinconico, tratteggiato dalla chitarra acustica, che la coinvolgente voce di Plaster completa efficacemente: più in là l’intervento elettronico e la batteria non mutano il concetto che, se non è quello di una ballata folk, quanto meno la ricorda da vicino. La seconda traccia, “The Cabin”, prosegue nello stesso mood, mantenendo la forma minimale incentrata sulla chitarra acustica ed il clima intimista, legato anche al testo romantico ed evocativo. Poi, dopo “Vega”,  molto suggestiva e ricca di pathos, troviamo la dolorosa “She’s Gone”, che conclude il disco con note tristissime, ad esprimere uno stato d’animo desolato e saturo di rimpianto: il bellissimo finale del brano vede una maggiore presenza elettronica che rafforza l’emozione, rendendola davvero intensa. Non è ancora chiaro quale possa essere, dopo Bike Shop, la direzione che Sam Rosenthal vorrà imboccare: ma è ovvio che lo attendiamo al varco!

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