Verdiana Raw: Whales Know the Route

648
2
Condividi:

Giusto il tempo di lasciar ‘sedimentare’ un paio di giorni le belle sensazioni suscitate dal concerto ed eccoci a parlare del nuovo album di Verdiana Raw, pubblicato in questi giorni per Pippola Music con la produzione di Paolo Favati. Whales Know the Route segna, per molti aspetti, una svolta nell’ispirazione dell’artista che, per quanto ‘adottata’, fin dal primo momento, dai seguaci del ‘dark’, non ha mai ceduto alle lusinghe delle mode e ha portato avanti un discorso estremamente personale e aperto a svariati stimoli. Nel 2012 è uscito lo splendido Metaxy, di cui, sull’onda dei generali elogi, a lungo abbiamo tentato di ‘appropriarci’, sforzandoci di individuare somiglianze e analogie, come se qualcosa di così bello dovesse necessariamente essere stato ‘copiato’. Ma Verdiana era già un passo avanti e questo secondo lavoro lo attesta in pieno: nei quattro anni che sono trascorsi molto è successo, anche esperienze che le hanno cambiato la vita. Forse desiderosa di superare la tristezza tesa e tormentata di Metaxy lei, che non fa musica di ‘plastica’ perché ci mette tutta se stessa, ora aggiunge archi, basso e un po’ più di ‘colori’. Diviene sensibile alle ‘sinfonie’ della natura e, studiando le possibilità della sua voce,  sceglie di non ‘giocare’ solo la carta della potenza bensì di esplorare un’infinita varietà di toni, perché tutti li ‘sente’ e rispecchia. Whales Know the Route è il riflesso di una realtà bellissima e sempre ‘mutevole’ e, soprattutto, più che da una maturazione, sembra scaturito da uno stato di grazia. Nell’opener “Time is Circular”, il brano che anticipava l’album, la melodia cristallina nasce da una complessa e raffinata struttura di suoni: tratti innovatori si sposano con memorie del passato, la chitarra morbida crea con la ritmica blandamente vivace un’armonia purissima e gli archi di Giansanti aggiungono il tocco che serve; volendo proprio tracciare dei paralleli, qui si ritrovano ‘echi’ di Kate Bush che Verdiana, pur nella totale peculiarità della sua voce, richiama un po’ nello stile di canto. Subito dopo, in “Behind That Ballerina Dress” le tinte si fanno meno luminose, piano e tastiere introducono tonalità elusive, quasi enigmatiche ed il canto, con lo sfondo di ‘cinguettii’ e altri remoti sentori naturali, si ripiega su se stesso; ma poi tocca ad un brano cupo, dal vago sapore ‘blueseggiante’ e scandito da un basso di carattere: “This Disaster”, un episodio che, forse, non ci aspetterebbe: ma chi altri potrebbe colmarlo di tale intensità? La quarta traccia, “Saturnine Hopes”, dimostra che un intermezzo ‘classico’, gestito da piano ed archi, può risultare straordinario: è un po’ la stessa idea alla base della seguente “Durme Durme” un’antica ‘nenia’ popolare in ladino, alla quale le accorate note di piano e la voce di Verdiana conferiscono una potente valenza drammatica. La successiva “Amina’s” è un gioiello sperimentale di bellezza indescrivibile, che sembra svilupparsi dalla ‘tortuosa’ evoluzione di una ballata folk verso una visione tetra e angosciosa mentre, con la meravigliosa “Planets”  ritroviamo la Verdiana di Metaxy ma con una ricchezza diversa. In chiusura, tre pezzi che di certo non meritano di essere ignorati: “On the Road to Thelema”, forse uno dei più elaborati e vari, dove il cantato alterna tra un quasi parlato e libere, ‘modulate’ armonie, anche in duetto con Luigi Mennella; poi, dopo il ricercato momento strumentale “According to Satie”, impreziosito da cori vagamente ultraterreni, la title track “Whales Know the Route” conclude con lo ‘struggimento’ del piano, la dolcezza degli archi, la purezza della voce e l’audacia di combinazioni davvero insolite un disco che si prepara a scalare molte playlist di fine anno: nella mia sarà presente, poco ma sicuro!

Condividi:

2 comments

  1. Carlo G. 22 marzo, 2017 at 08:58

    Una produzione impensabile per una italiana, sonorità spontanee e curatissimo il sound, mi riporta a quei momenti d’oro della musica che oggi ormai assomiglia più ad alluminio.
    Brava e bella

Lascia un commento

*