Teho Teardo & Blixa Bargeld: Nerissimo

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teardo-bargeld-nerissimoNerissimo è Il secondo album nato dalla collaborazione intimista ed emozionale tra Teho Teardo e Blixa Bargeld, che i due stanno anche portando in tour per l’Europa con una line-up composta, oltre che da loro, da quattro violiniste e due violoncelliste: una di esse usa il violoncello per creare effetti incredibili mentre l’istrionico Blixa veste i panni di chansonnier maledetto poliglotta. Una performance altamente emotiva, coinvolgente, che ho avuto la fortuna di vedere all’inizio di maggio.

Nerissimo propone dieci pezzi, il cui cantato spazia tra italiano, tedesco e inglese. La loro press release tiene a precisare che non si tratta del nero assoluto ma di un nero che racchiude tutti gli altri colori.

Il cd è aperto da “Nerissimo” nella versione inglese, un brano con gli archi in primo piano: il violoncello evoca delle onde che salgono e scendono, mentre i violini aggiungono enfasi e coinvolgimento agli stacchi, incorniciando la voce di Blixa a metà tra cantato e recitato. “DHX 2” propone i virtuosismi di un violoncello usato come cassa di risonanza rumorista, sulla quale si staglia la voce in tedesco di Bargeld accompagnata da arie di violino. “Ich Bin Dabei” sembra una rivisitazione neoclassica dei suoni inquieti e ripetitivi degli Einstürzende Neubauten, con Blixa che ripete il refrain che dà il titolo alla canzone. “The Empty Boat” è come un resoconto intimista e cinematico di un viaggio. “The Beast” è una ballata oscura ed introspettiva scandita da un violoncello nervoso anziché dalle più consuete chitarre, arricchita da stacchi di violino talmente intensi da parer suonati con le corde del cuore. “Animelle” amalgama raffinato rumorismo a melodie struggenti, che si accordano alla dualità del testo. “Ulgæ (A Microbiological Opera)” è come un racconto recitato tra effetti sonori e musiche di sottofondo. “Nirgendheim” è forse il pezzo più emozionale dell’album: violini e violoncelli si alternano in un crescendo pregno di sentimento: la voce enfatica di Blixa e le voci di sottofondo paiono dialoghi dell’anima emersi dal profondo dell’inconscio. “Give me” è più introspettiva, come una malinconica preghiera affinché qualche creatura, terrena o eterea, esaudisca i piccoli desideri rimasti dopo un lungo percorso di vita. L’album è chiuso dalla reprise di “Nerissimo” in italiano, che ci permette di apprezzare il testo legato alla teoria che lega i colori ai toni della voce e dell’umore.

Quest’album è un lavoro eccelso, che coniuga riferimenti colti ad ispirazione autentica e intensa.

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