Blonde Redhead, Firenze 17/07/2016

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br2016_02Nuova data live per i Blonde Redhead, di scena con il “Misery is a Butterfly tour – strings quartet”,  occasione per riascoltare i brani dell’album della band newyorkese uscito nel 2004, con l’apporto di strumenti classici. Luogo del concerto l’anfiteatro romano di Fiesole, splendida location, a dir poco azzeccata per un evento come quello di domenica 17 Luglio.

Buona affluenza di pubblico e scenografia costituta dall’immagine dell’album Misery is a Butterfly, messa ancor più in risalto dalla bellezza di una cornice come quella dell’anfiteatro romano.

Nelle date del tour in questione, ad accompagnare Kazu Makino, Simone ed Amedeo Pace, come già accennato, troviamo alcuni componenti a violino e violoncello ed il risultato, alla luce di quanto visto a Fiesole, com’era logico prevedere è andato a beneficio dell’atmosfera delle composizioni, rendendole ancora più interessanti ed accattivanti rispetto alle versioni in studio.

Rispetto a tour celebrativi di altre formazioni, che hanno eseguito in occasione dell’anniversario dell’uscita di un determinato lavoro in studio l’album per intero e con i brani nel medesimo ordine, i Blonde Redhead ci ripropongono quasi interamente Misery is a Butterfly – primo full lenght della band inciso per la 4AD – con una  sequenza però diversa delle canzoni.

Si parte con l’opener “Elephant Woman”, a dir poco splendida, con una Kazu Makino che ci conquista fin dal primo istante con la sua voce ed eccellente anche l’apporto degli altri componenti. Si prosegue poi con “Falling Man”, con un Amedeo Pace in rilievo alla voce ed “Anticipation”, altra song dove la singer incanta i presenti con la sua interpretazione, in un’atmosfera unica.

Il concerto prosegue in un contesto molto intimista, con i brani dell’album in questione, ove spiccano una notevole “Magic Mountain” ed una bellissima “Pink Love” con Kazu Makino e Amedeo Pace che si alternano alla voce, per una interpretazione ed un’atmosfera da brividi.

I nostri si congedano tra gli applausi, ma c’è lo spazio per il bis, ove viene riproposta una canzone da Barragán, “Defeatist Anthem (Harry and I)”, eterea e perfetta per una serata come quella di stasera e, per la felicità dei fans della formazione newyorkese, vengono eseguiti due nuovi brani. Più ritmato il primo, più di atmosfera il secondo, che si distanziano da quanto fatto sentire nell’ultima fatica in studio, brani belli ed in classico stile Blonde Redhead. Per il sottoscritto – e non solo – una buona notizia in vista del prossimo lavoro in studio.

Non posso che concludere riservando un plauso ai Blonde Redhead, che ci hanno permesso di riascoltare brani tratti da uno degli album più belli ed importanti della loro carriera, eseguiti in maniera eccellente ed in un contesto unico.

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