Date at Midnight: Songs to Fall and Forget

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dateIn attività da qualche anno, i Date at Midnight sono un gruppo romano di impronta gothic che ha già acquistato una certa notorietà fra i seguaci del genere. Songs to Fall and Forget è il loro secondo lavoro, uscito quest’anno per Manic Depression Records: si tratta di undici brani di impostazione abbastanza tradizionale, caratterizzati da efficaci linee di basso e da giri di chitarra per lo più coinvolgenti, ben condotti dalla voce di Daniele De Angelis; per chi non ricerchi la novità ad ogni costo, il livello musicale è di tutto rispetto e l’ascolto è di quelli piacevoli senza riserve. L’opener “Cold Modern World” rispecchia l’atmosfera cupa che pervade un po’ l’intero album: il basso si lascia apprezzare fin dal primo momento ed il canto ricco di toni profondi ha qualche affinità con lo stile di Eldritch. Poi, “Beautiful lie (Let it die)” procura la classica ‘botta di vita’ con note di chitarra assai impetuose e, ancora dopo, “Dust”, uno degli episodi a mio avviso più validi, esordisce con brio e, di nuovo, la chitarra è davvero trascinante, perfetta per scatenare la platea durante i live. “Black Ashes” accelera ulteriormente il ritmo e le tenebre, per così dire, si intensificano e ben gradita giunge poi la più mesta e romantica ballata acustica “Running ‘Round”, cui il canto di Simone Salvatori di Spiritual Front, affascinante come sempre, conferisce una suggestione tutta particolare. Quindi, dopo il brevissimo, tetro intervallo in stile wave di “Fading Into…”, “Waves” introduce atmosfere più pacate e meditative, benchè pervase da una malinconia oscura quanto inquieta, e il trend è confermato, per esempio, dalla title track, dove anche l’appassionato canto emana pathos a volontà. Delle restanti segnalo in primis la cupissima “Last Call”, tutta basso e fosche tonalità vocali all’insegna dei Bauhaus, presenti specialmente quando il ritmo si intensifica ‘addensando’ decisamente lo scenario e la conclusiva “Follow” che chiude con la più ‘depressiva’ delle visioni un album che non mancherà di soddisfare i ‘darkettoni’ di ieri e di oggi.

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