Chelsea Wolfe + P a s s e d/Hate & Merda/Mars Era, Castellina Marittima 14/08/2016

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Dal 2013 non ero più stata presente al ‘Musica W Festival’ di Castellina Marittima (PI), l’anno in cui ho avuto l’opportunità di godermi un live di The Soft Moon di cui conservo un piacevole ricordo. Da allora, la manifestazione ha acquistato un peso sempre maggiore, diventando un appuntamento estivo di grande interesse con ospiti spesso rilevanti, appartenenti ai più disparati campi dell’esperienza musicale. L’edizione di quest’anno, in particolare, ha offerto un evento davvero imperdibile, in quanto si trattava dell’unica data italiana di Chelsea Wolfe, cantautrice americana ormai di culto che, da un anno circa, ha pubblicato il nuovo album The Abyss e sta ottenendo molta notorietà in Europa. La Wolfe mancava dal nostro paese già da due anni e, al momento, è in giro per un tour che sta toccando varie località, sia in Europa che negli Stati Uniti. Si comprende quindi che le aspettative generali erano alte e si prevedeva un numero di presenze maggiore del solito. Le attese non sono andate deluse e Castellina Marittima, placido comune di una delle aree più belle e panoramiche della provincia pisana, lo scorso 14 agosto ha visto ancora una volta le sue antiche strade riempirsi di una ‘popolazione’ atipica, desiderosa di godersi una serata di musica di alto livello.

Mars Era. Foto di Mrs Lovett

Mars Era. Foto di Mrs Lovett

La rassegna del Black Stage includeva, oltre all’esibizione dell’americana, quella di tre progetti italiani di fama sicuramente minore: ‘Musica W’ da sempre dà spazio ai giovani e agli esordienti e quindi, fra le 22 circa e mezzanotte, hanno avuto luogo le prove di Mars Era, Hate & Merda e Passed. I primi, quattro ragazzi di Firenze pieni di energia, con un frontman capace e ben dotato di voce, hanno avuto il compito di aprire le ‘danze’ con il loro rock hard/heavy dalle forti tinte psichedeliche ed hanno raccolto parecchi meritati applausi dagli amanti del genere. Hate & Merda, duo formato da Unnecessary1 e Unnecessary2, pratica un metal durissimo e dai suoni più che sporchi che hanno ben torturato le orecchie del pubblico: i due, ‘armati’ – è proprio il caso di dirlo – di una chitarra e di una batteria e con il volto coperto da un passamontagna hanno comunque saputo ‘scaldare’ la platea urlandole addosso la loro rabbia incontenibile e doverosamente ‘scandalizzando’ – ma di certo era in programma! – chi non li conosceva. A questo punto, considerando che nel frattempo il sito si era riempito di fan della Wolfe ansiosi di ascoltarla, non molta attenzione è stata concessa al live di Passed, un one-man project dedito ad una forma di elettronica pesante, dai suoni ripetitivi ed ossessivi piuttosto difficili da ‘digerire’: l’attesa non è durata tanto e, in un’atmosfera assai tenebrosa, è infine apparsa la star della serata.

Chelsea Wolfe. Foto di Stramonius

Chelsea Wolfe. Foto di Stramonius

Fin dai primi istanti dell’esibizione le sonorità prodotte dal gruppo sono sembrate decisamente pesanti: due le chitarre, delle quali una imbracciata dalla stessa Wolfe, il cui volume altissimo offuscava i toni della voce – problema rapidamente risolto in corso d’opera – inizialmente più controllata e ‘costretta’, per manifestarsi in seguito in tutte le sue potenzialità. Atteggiamento timido e schivo, apparentemente non tanto incline alla comunicativa – ma dotata di una ‘presenza’ che definire carismatica è dir poco! – la cantautrice si è subito riallacciata all’ultimo lavoro, The Abyss, aprendo con “Carrion Flowers”, un brano ricchissimo di pathos anche in studio, che lei ha eseguito con quella sua solennità un po’ lugubre, perfetta per creare un clima oscuro e molto teso: tuttavia era palpabile un senso di sacralità che faceva di ogni gesto un rito, conferendo alla location già suggestiva di suo i colori di una spiritualità cupa vagamente romantica. Queste impressioni si sono percepite un po’ tutto il tempo e, nello specifico, si trovano anche nell’album del 2015, del quale erano presenti in scaletta vari pezzi. Straordinaria, per esempio, l’esecuzione di “After The Fall”, già estremamente intensa nel disco, che ha assunto tonalità drammatiche forti ed efficaci; oppure, dopo la prima metà, la bellissima “Iron Moon”: tuttavia i momenti di grande coinvolgimento sono stati diversi, sottolineati dalla viva partecipazione del gruppo che ha saputo assecondare abilmente la frontwoman.
Inutile dire che gli accordi iniziali di “Feral Love”, divenuto, per la fama acquistata grazie a Game of Thrones, uno dei brani più popolari di Pain is Beauty, sono stati accolti da delirante entusiasmo, ma anche la sottoscritta che, dello stesso album, ha sempre preferito “House of Metal”, è stata accontentata! Non è mancato qualche pezzo tratto dal repertorio più ‘antico’, come “Demons” o “Tracks (Tall Bodies)”, per la felicità dei fans di vecchia data e, una volta che la ‘situazione’ si era ‘riscaldata’ ed il contatto stabilito, la Wolfe non ha negato nemmeno un paio di graditissimi bis. Nel complesso, la serata ha soddisfatto veramente tutti e la splendida musica è rimasta a lungo nella mente e nel cuore: un’esperienza che si vorrebbe rivivere ad ogni concerto…

Chelsea Wolfe Foto di Mrs. Lovett

Chelsea Wolfe Foto di Mrs. Lovett

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