Le Scimmie: Colostrum

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Al rientro dopo quattro anni di inattività, ed allargata la formazione a tre elementi, Le Scimmie ripropongono il loro sound monolitico e tronituante, distendendolo lungo quattro tracce ed oltre mezz’ora di musica che rimbalza e rimbomba tra le ripide pareti di un canyon marziano. Musica che travolge, che si avvale di effetti stranianti, alieni, che rendono meno oppressive (e più psichedeliche, incisive nell’episodio che chiude il disco) queste composizioni architettate dal main-man del progetto Angelo “Xunah” Mirolli, le chitarre del quale poggiano sull’incedere pachidermico della batteria percossa con belluino furore da Gianni Manariti. Se la title-track mette a dura prova la nostra resistenza, andando ad occupare quasi la metà del minutaggio totale, non sono certo da meno le ferali “Crotalus horridus” (titolo epocale!), “Triticum” ed “Helleborus”, ciascuna caratterizzata da un’espansione del suono che le eleva oltre le piane desertiche sulle quali soffiano incessanti come venti sospinti dal Maligno. Alfieri oscuri di una scena che nel nostro Paese vanta validissimi esponenti (in primis Ufomammuth), Le Scimmie sanno proporsi con una personalità ed una determinazione ammirevoli. Non si servono di voci, per loro (come per tanti colleghi d’affine pensiero) la musica è bastante. Sta poi all’intelligenza di chi ascolta distinguere tra la qualità ed il semplice mestiere, i nostri appartengono alla schiera di coloro che non rinunziano al primo, fondamentale elemento, facendo del secondo il collante della loro proposta sonora. Colostrum è un mammuth che domina la tundra col suo galoppo indemoniato, arrestare la sua carica è impossibile, assecondatelo, ne va della vostra sanità!

Per informazioni: http://www.redsoundstudio.it
Web: http://www.facebook.com/Le-Scimmie
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