Simon Strantzas : Soli carbonizzati

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soli2Il cosiddetto filone del “modern weird” – a cui sta dedicando la sua attenzione la sempre attenta e competente casa editrice delle Edizioni Hypnos – ha rivelato l’esistenza di una nuova ondata di autori di un certo interesse. Oltre al noto Thomas Ligotti che, a mio avviso, rimane sicuramente il piu’ valido esponente di questa corrente oscura e magmatica, sono emersi nomi di tutto rispetto come Laird Barron, John Langan e Simon Strantzas di cui e’ appena stato pubblicato dal’editore milanese Soli carbonizzati, finalista allo Shirley Jackson Award. Il tentativo di questi scrittori e’ un po’ quello di aggiornare la vecchia scuola del weird di giganti del genere come H.P. Lovecraft, Arthur Machen, Algernon Blackwood con una nuova sensbilita’ moderna che fa propria la lezione del fantastico psicologico di Robert Aickman tenendo ben presente un caposcuola attuale come Thomas Ligotti. I risultati non sono disprezzabili basti pensare al ponderoso romanzo di Laird Barron La cerimonia, forse un po’ troppo lento ma non privo di suggestione o alla presente antologia Soli carbonizzati di Strantzas. Tuttavia i modelli di riferimento – penso soprattutto a Machen per quanto concerne La cerimonia – o Lovecraft, Blackwood e Aickman  per Strantzas, rimangono ben presenti posando la loro pesante ombra. Nel’introduzione a Soli carbonizzati e’ lo stesso Laird Barron  a dire come, in quest’occasione, Strantzas si sia ancora di piu’ immerso in quella che e’ “la tradizione” anche se poi cita anche Clive Barker e i cineasti David Cronenberg e Takashi Miike. Nel complesso devo dire che il livello generale del preseten volume si mantiene su buoni standard nonostante qualche racconto non mi abbia troppo entusiasmato e stilisticamente Strantzas  non si puo’ certo paragonare a Ligotti il quale dimostra di avere una marcia in piu’. Il primo racconto “Tra i ghiacci” narra di una spedizione che si avventura in algidi e spettrali territori artici alla ricerca di fossili: in un atmosfera che, a tratti, mi ha ricordato “Le montagne della follia”, si consuma cosi’ il dramma  dei componenti della squadra che scopriranno, loro malgrado, l’esistenza di terrori antichissimi e ancestrali. Il successivo “Soffermarsi sul passato” e’ tutto giocato sulla psicologia sofferta del protagonista e sui suoi incubi personali che finiranno per sopraffarlo. “Con mani invisibili” deve piu’ di qualcosa alla poetica di Ligotti incentrato com’e’ sulle marionette mentre in “Ultima fioritura” scopriamo come minuscoli microbi possano celare orrori di portata cosmica. “Oltre le rive della Senna” e’ sicuramente una delle storie che piu’ ho apprezzato grazie forse all’affascinante ambientazione parigina: la vicenda del musicista che, grazie a un testo trovato in un’oscura libreria, ambisce a comporre un’opera esoterica che mette in contatto con un’altra realta’e’ sicuramente molto riuscita: viene anche citata la mitica regione di “Carcosa”! “Debiti emotivi” sviluppa invece in modo egregio come la bellezza dell’arte possa essere fonte di tormenti e estasi che sconfinano nel delirio e nella follia. Il conclusivo Soli carbonizzati che da’ il titolo alla raccolta parla della setta dei Tletliztli dedita, in un piccolo paese messicano, a un oscuro culto in onore di un’antica divinita’ denominata Ometeotlitztl. L’atmosfera generale mi ha ricordato l’opera di T.E.D. Klein e devo dire che si tratta di una storia non priva di una certa tensione che mette in mostra le qualita’ di Strantzas. Nel complesso mi sento di consigliare il libro a quanti vogliano approfondire il panorama variegato del weird moderno andando oltre al nome del solito Ligotti. Il volume si puo’ acquistare direttamente nel negozio online delle Edizioni Hypnos  o presso il Delosstore

Simon Strantzas “Soli carbonizzati” – 371 pagine – Edizioni Hypnos – 2016 – Euro 17,90 – ISBN: 978889652399

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