BeStrass: The Seasons

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bestrassProgetto bolognese fondato da Leonardo Cannatella e Jacopo Palasciano, ai quali si sono uniti Lorenzo Brogi e Francesco Brasini, i BeStrass hanno fatto uscire da alcuni mesi un EP autoprodotto, The Seasons, che sembra un’autentica dichiarazione d’amore alla tradizione ‘80 rilasciata senza condizioni o riserve; di questa tradizione, i quattro raccolgono varie indicazioni: la chitarra che alterna suoni fluidi ad altri dalle tinte shoegaze, momenti melodici abbinati a passaggi cupi ed il basso che scandisce il tutto con forza e carattere. I brani che fanno parte dell’EP hanno lunghezza consistente e mostrano una certa complessità. Questo si evidenzia già nel primo, “Uroboros”: dopo l’esordio lento ed inquietante, la ritmica incalza inseguita da una grande chitarra, dando vita ad un atro paesaggio che la parte vocale a cura di Cannatella anima con vigorosa intensità; considerando che, come si è detto, si tratta di un’autoproduzione, mi sento di definire bellissimo questo pezzo che emoziona ogni volta che si ascolta. La seconda traccia, “Winter”, ci accoglie con sonorità più sognanti e limpide, delineate dalla chitarra con molteplici variazioni, mentre “Autumn” propone una sostanza più ‘sanguigna’, avvicinandosi con successo al classico gothic. L’ultimo brano, “Transition”, è l’altro pezzo forte del disco: lunga oltre otto minuti, introduce un clima pacato ma livido che, dopo la prima metà, è ravvivato da note di chitarra intense e dolenti ad evocare visioni malinconiche ed oscure; termina così un piccolo ma interessante lavoro che ci mostra ancora una volta la differenza che corre fra ‘imitazione’ ed ‘ispirazione’, inducendoci a sperare il meglio per il futuro dei BeStrass.

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