Fews: Means

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meansBand nata dall’amicizia fra l’americano Fred e lo svedese David, ai quali si sono uniti anche Rusty e Lulu, i Fews hanno pubblicato quest’anno il debut album Means, sotto l’egida del produttore inglese Dan Carey che li ha voluti nella scuderia della sua Speedy Wunderground Records. Posizionati a un certo punto – ma non troppo determinato – fra tradizione postpunk, con un basso dal suono ‘rivelatore’, indie venato di malinconia e sprazzi shoegaze, i quattro hanno prodotto una formula – di certo assai legata al postpunk revival – tutto sommato riuscita anche se, sicuramente, ancora molto da perfezionare e la loro musica ha saputo destare interesse fra i giovani per i momenti più energici e ritmati e fra i nostalgici per il sapore cupo di certi passaggi. Inizio strumentale di bella tempra “I.D.”, in cui il basso ‘spadroneggia’ con una chitarra accattivante, secondo una ‘ricetta’ già molto sperimentata, per esempio, dai noti Interpol. Grande basso anche nella gradevole “The Zoo”, quella che, guarda caso, ha destato l’attenzione del suddetto produttore Carey, mentre in “Drinking Games” il vocalist Frederick Rundqvist sfoggia una curiosa vocina simile a un falsetto che rafforza l’aspetto melodico del brano. Poi, “The Queen” prosegue con l’ispirazione postpunk ma sempre con uno stile piacevole quanto ‘leggerino’ mentre di “10 Things” resta impressa la chitarra fluida ed il canto un po’ sognante; ma “100 Goosebumps”, per altro uscita anche come singolo, imbocca purtroppo la strada della ‘canzonetta’ rivelandosi il primo vero passo falso del disco. Il gruppo si cimenta anche con modalità più lente e malinconiche, ed ecco quindi la notevole “Keep on Telling Myself”, che fluttua fra arpeggi e voce evocativa e melodica, con un ‘picco’ centrale più ‘elettrico’ ed intenso. Delle restanti mi limito a segnalare la conclusiva “Ill”, otto minuti circa di ritmo ‘trottante’ con efficaci ‘variazioni’ elettroniche e noisy dove giusto il finale risulta un pelo faticoso. Come si vede, Means appare, nonostante alcuni limiti, disseminato di idee e stimoli che si spera saranno sviluppati in futuro.

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