Gianluca Becuzzi: Faraway From Light

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becuzziNuovo album per Gianluca Becuzzi, ormai un veterano della scena dark-industrial italiana (Limbo, Noise Trade Company, Kinetix, Grey History). Il musicista livornese,  nel corso degli anni, ha esplorato un linguaggio originale all’insegna di una sperimentazione senza compromessi dimostrando di avere sempre qualcosa da dire. Il nuovo disco, intitolato Faraway From Light, si avvicina sensibilmente alla musica di avanguardia. Rispetto al precedente Deceptionland, ottimo lavoro ricco di varie sfumature, Faraway From Light – diviso in 3 tracce – è più monolitico e si riallaccia con maggiore decisione verso ambientazioni ambient-industrial. L’iniziale “Evil Throghout History [a]”, con le sue atmosfere minacciose, ci fa entrare subito nel mood dell’album. Il pezzo forte e il nucleo centrale di Faraway Fron Light è costituito dalla lunga “The Addiction” (quasi 37 minuti), già presentata in passato come sonorizzazione dell’omonimo film di Abel Ferrara. L’inizio è cupo e ambientale e ci immerge in un paesaggio incubico e nebbioso: sembra di sorvolare una città devastata dalla guerra dall’alto su un aeroplano: poi la musica diventa stridente e dissonante evocando il rumore di fabbriche abbandonate a se stesse. Becuzzi utilizza la tecnica del field recordings e, per l’occasione, ha utilizzato dei suoni registrati a Teufelsberg a Berlino. Il muro di suono creato è imponente e si riallaccia, oltre che alla tradizione del primo industrial, a certe esperienze del Krautrock come i Kluster. Si capisce come dietro alla genesi di questo lavoro ci sia un solido background di ascolti in area sperimentale. E’ una musica che ha un suo fascino ed evoca una bellezza senza tempo nel suo alternare momenti pacati ad altri di una potenza devastante. La conclusiva “Evil Throughout History [b]” chiude il cerchio con ronzii metallici e cupi rintocchi. Nel complesso si tratta di un’ottima prova che conferma la vitalità della scena sperimentale italiana che, pur rimanendo di nicchia, riesce in ogni caso a ritagliarsi un suo spazio. Il disco esce per le etichette svizzere Luce Sia e Show Me Your Wound Production.

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