Darkthrone: Arctic thunder

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L’aver dato forma ad una visione personale ed appropriata del black più deviato (appropriandosi di schemi motorheadiani resi ancor più grezzi dalla carica nichilista che è insita nel metal più estremo di matrice norrena) ha garantito a Fenriz (che sarà chiamato ad assolvere al compito di membro di riserva del consiglio comunale di Kolbotn!) ed a Nocturno Culto il rispetto e la divozione di legioni di agguerriti sostenitori. Riconoscimento meritato, che il presente Arctic thunder (titolo preso pari pari dal nome di una cult-band norvegese dei primi ottanta, che Fenriz ha voluto così omaggiare evidenziando ulteriormente il legame con la tradizione musicale della propria terra) consoliderà ulteriormente. Concluso l’ascolto dell’opener “Tundra leech”, che ha ben assolto al gravoso compito di presentare il disco, è “Burial bliss” ad irrompere con la foga di chi ha ancora molto da dimostrare, e non si adagia certo sugli allori garantiti da capitoli epocali quali “A blaze in the northern sky”, “Transilvanian hunger” e “Panzerfaust” (stavo dimenticando “Under a funeral moon”, il disco che me li ha fatti scoprire). Quando poi il ritmo si fa più lento e ragionato, emerge il lato più oscuro e maligno del duo, issando “Boreal fiends” un autentico muro sonoro di sangue e disperazione. Ma non si rilevano episodi deboli, fra gli otto che costituiscono la solida ossatura di Arctic thunder, ed ogni passo è contraddistinto da una violenza trattenuta a stento, ma infine incanalata entro i confini di un black ferale e sanguinario (la title-track, “Throw me through the marshes” e la cavalcata infernale “Deep lake trespass”). E’ un assalto all’arma bianca, ma non si ricorre all’epica stanca che costituisce ancora il bagaglio, e la via di fuga, di troppi colleghi giunti ormai al capolinea ispirativo. Gli anni sono trascorsi, il ghiaccio che serra i fiordi si è ulteriormente ispessito, l’epoca della “unholy trinity” pare lontana eoni, eppure i Darkthrone sono ancora qui fra noi, a dispensarci un verbo occulto che solo loro sanno tradurre. Di questi tempi, una longevità ed una coerenza invidiabili.

 

Per informazioni: http://www.audioglobe.it
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