“Animali notturni” di Tom Ford: rimpianti di gran classe

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nocturnal-animal_locandinaDa un libro pregevole, per una volta, qualcuno ha saputo trarre una pellicola altrettanto pregevole. Era molto attesa la trasposizione cinematografica del volume di Austin Wright Tony& Susan di cui, in Italia, si è parlato abbastanza poco, nonostante sia uscito in una bella edizione Adelphi. Tom Ford, da tanti ricordato per il prezioso A single man, ha utilizzato la complessa trama del romanzo incentrata, come si disse a suo tempo, sulla significativa relazione fra una donna infelice e il libro che l’ex marito ha scritto dedicandolo a lei, per disegnare una dolorosa meditazione sul matrimonio, sugli attriti che in esso nascono e sull’incapacità di comunicare che distrugge il rapporto d’amore fra due persone appartenenti a classi sociali differenti: tutto questo raccontato con una delicatezza, una sensibilità ed una capacità di penetrazione dell’animo femminile che poche volte si era vista prima.

Animali notturni fondamentalmente ricalca l’articolata struttura dell’opera di Wright: due vicende distinte e separate, una delle quali reale e l’altra di fantasia, si intrecciano in modo molto particolare e la vita vera risulterà profondamente influenzata dall’esperienza. La storia di Susan è quella di una donna problematica ed insoddisfatta di sé: giunta al secondo matrimonio (in crisi) si ritrova desolatamente sola e incompresa, persa nel mondo lussuoso dove ha trascorso l’intera esistenza da borghese facoltosa. Circondata da oggetti raffinati, triste in una casa fastosa ma estremamente fredda e vuota, Susan conserva latente il rimpianto per la conclusione brutale della sua precedente unione con un giovane più povero ma dolce, sensibile e, soprattutto, innamorato: Edward è stato il suo primo legame e lei se n’è allontanata per difficoltà forse futili, preferendogli il danaroso quanto fatuo Walker. Ma Edward trova comunque il modo di riaffacciarsi nella sua vita: con la scusa di richiederle un parere, le invia in un pacchetto “Animali notturni”, il thriller che ha scritto, e, con questo pensiero, riannoda tramite un filo tenue quel nesso che si era interrotto quasi un ventennio prima, incrinando un’apparenza che già reggeva a stento. Ma di che cosa parla “Animali notturni”? E’ una fosca vicenda talmente intrisa di violenza da rasentare l’horror: la distruzione ad opera di repellenti banditi della famiglia di Tony, un innocuo e bonario professore, durante un viaggio di piacere in Texas. La storia, che si sviluppa nel corso di molte pagine, conquista immediatamente la fantasia sovraeccitabile dell’inquieta Susan, alla quale – a ragione o no – viene spontaneo l’abbinamento fra l’autore del libro ed il suo protagonista, anche se non vi sono concreti elementi per credere che si tratti di un racconto autobiografico; in ogni caso, i due personaggi sono interpretati dallo stesso attore, il brillante Jake Gyllenhaal.

L’intera pellicola si sviluppa così sulla base di un sottile, quasi impalpabile gioco di relazioni, alcune vere, altre immaginate. Vediamo la vita di Susan proseguire fra delusioni e problemi di solitudine, popolata dalle memorie che la lettura del romanzo sa richiamare: confrontarsi con le immagini del passato è duro, in quanto provoca ripensamenti, prese di coscienza e dolorose ammissioni. La partecipazione che la storia dello sfortunato Tony le ispira si combina con la sofferenza della rimeditazione sul tempo andato: in effetti, la trama che, nel volume di Wright, era apparsa forse un po’ intricata, fluisce qui in modo coerente ed armonico, sorretta da un esemplare lavoro di montaggio e da una sceneggiatura impeccabile. A questo aggiungiamo il fascino innegabile della fotografia, che sa rendere magistralmente sia interni lucidissimi ma sinistri sia i paesaggi infiniti del deserto texano, la cura estetica degli ambienti che fanno da sfondo all’esistenza borghese di Susan, lo splendore e la ricercatezza degli abiti di quest’ultima, impersonata dalla bellissima e bravissima Amy Adams, il valore indiscutibile dell’interpretazione di tutti quanti gli attori, oltre ai due protagonisti che appaiono assolutamente perfetti nel rappresentare infelicità e rimpianto di un amore perduto: il risultato è un’opera di altissimo livello che cattura fin dall’inizio – le primissime immagini sono davvero  sconcertanti e le figure che vi compaiono avrebbero tranquillamente potuto servire da modelli per i quadri di Fernando Botero! – e induce lo spettatore a compenetrarsi delle pene dei personaggi, interrogando se stesso. Animali notturni è, in sostanza, un piccolo capolavoro, che consolida la reputazione di Ford in ambito cinematografico dopo che, in passato, si era fatto largamente conoscere nel mondo dell’alta moda: un fuoriclasse per vocazione.

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