Edizioni Inkiostro: LA IENA

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img_2761A volte capita…
…capita di entrare in fumetteria senza uno scopo preciso e incrociare con lo sguardo un’espositore in bella mostra, che ospita qualcosa che non hai mai visto prima.
Edizioni Inkiostro ma cos’è? Una produzione italiana al 100%? Ma come è possibile che una realtà del genere, di certo non di grosse dimensioni, abbia il coraggio di produrre e distribuire un fumetto che si chiama “LA IENA”? Sicuramente sarà un salto nel buio… un fallimento annunciato…
Proprio per questo mi interassa, più di qualsiasi altra cosa possa comprare oggi.
Il losco figuro in copertina mi sta già dicendo che ci sarà tanto da stupirsi nella lettura dell’albo. Parecchio da sgranare gli occhi.
Non so perchè, ma è andata così… amore a prima vista.
“La Follia di Tom” primo albo di una serie cominciata un anno fa e ancora prepotentemente viva nel mercato del fumetto, disegnata magistralmente da Rossano Piccioni -“deus ex machina” di Edizioni Inkiostro, affiancato da numerosi altri disegnatori e sceneggiatori tra i quali Blengino, Fantelli, Babich, Montalbano e copertinisti del calibro di Leomacs e Santucci.
La storia parte a massima velocità, riportando alla mente alcune atmosefere del capolavoro “Cani Arrabbiati” di Mario Bava, pellicola culto del cinema di genere. Ma si commetterebbe un grave errore a credere che “LA IENA” sia un semplice esercizio di stile, senza anima e spirito di innovazione, destinato a riproporre negli anni ’00 quello che il cinema di genere ha inventato alla fine dei ’70 e inizio ’80.
L'”anima” in senso letterale, effettivamnete non c’è, perchè l’ispettore Tom Bacardi, il cui soprannome dà il titolo all’opera, un’anima non la possiede. Nell’evolversi della storia il lettore non si capacita di quello che si sviluppa nelle tavole narrative. I disegni colpiscono allo stomaco e al cuore, perchè nulla, prima d’ora è mai stato rappresentato in modo così estremo e senza il minimo briciolo di moralità. La violenza visiva taglia la carta e rimane impressa nella mente perchè rappresentata con un tratto che può essere elegantemente violento o abrasivo come una scivolata di ginocchia sull’asfalto. I proiettili, le torture, i dialoghi fanno davvero male, oltrepassano volutamente il limite della decenza, ma generano un mix che si amalgama alla perfezione, rendendo il prodotto semplicemente irresistibile. Basti pensare solo al fatto che per la prima volta nella storia del fumetto italiano, la vicenda dall’albo secondo si apre in due filoni, “A” e “B”, che possono anche essere letti separatamente. Inutile dirvi che vanno letti entrambi: primo perchè le due storie sono magneticamente accattivanti e matematicamente scorrette/estreme, secondo perche dall’albo 6 si ricongiungeranno sotto un unico filone narrativo.
Tra le tavole spiccano, per il lettore più avezzo alle vicende di cronaca, riferiementi a fatti realmente accaduti, rielaborati con abile maestria ai fini della narrazione: su tutti spicca il riferimento a “er canaro” della Magliana.
Rossano Piccioni, va detto, ha dalla sua parte, oltre al talento artistico e creativo donatogli da “madre natura”, e che lui ha sapientemente coltivato nel tempo, un’innegabile coraggio editoriale che lo ha spinto a cercare il contatto con quella fetta di pubblico, inclusa il sottoscritto, che si era allontanata dal fumetto o, in alcuni casi, non si era mai avvicinata ad esso, perchè non trovava “pane per i propri denti”. Partendo da questa nicchia, si sta ampliando a macchia d’olio facendo l’unica cosa che una casa editrice cone Edizioni Inkiostro, deve fare: non scendere a copromessi.
Il lavoro finora svolto è a dir poco egregio. Oltre a “LA IENA”, la missione di Alfredo Petronio in “The Cannibal Family”, il viaggio paranoico di “Paranoid Boyd”, l’estetica di “Torture Garden” e la follia dei fratelli sanguinari di “Blood Brothers” sono alcune delle collane disponibili in tutte le fumetterie. E per il 2017 sono in serbo grosse novità.
Edizioni Inkiostro fa a spallate con il mercato italiano “canonico” dell’intrattenimento rigorosamente su carta, battendo sulla distanza i concorrenti, non basandosi sui valori tradizionali che ognuno si può facilmente immaginare e aspettare, ma concentrandosi sull’unico valore possibile in questo mondo artificiale: l’Amore per l’Arte.

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