SAÐÆMØN: Presencia

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coverHo ricevuto qualche giorno fa il nuovo album di quest’artista di cui avevo già recensito il precedente album. Presencia è un lavoro particolare, scritto dall’artista in memoria del suo nipotino, scomparso alla soglia dei nove anni. È un lavoro introspettivo, dove il dolore della perdita terrena si fonde al trascendente, all’immaginare il piccolo Juan Camilo nella dimensione eterea dove probabilmente dimora adesso ed il suo cammino futuro nel percorso del Samsara, della trasmigrazione delle anime di corpo in corpo, fino alla Perfezione e al ritorno all’Assoluto, al Nirvana degli Eletti.

“Presencia” ha la leggerezza di una vita infantile: gli accordi lievi del piano ricordano la spensieratezza, la forza della gioventù. “Eclipse” racchiude nelle note profonde la cupezza del lutto ed i tocchi di tastiera luminosi potrebbero rappresentare sia delle lacrime che cadono, sia la dolcezza di una creatura invisibile che ci sta ancora inviando amore, in un modo diverso, spirituale, impercettibile se non con il cuore. “Renacer” si riallaccia al concetto metafisico con cui SAÐÆMØN affronta questo tragico avvenimento: la musica trasporta, come una marea che culla e porta lontano allo stesso tempo. Nell’ultima parte del brano appare una tenue batteria elettronica che può far pensare ad un nuovo cuore che pulsa in un ventre materno. “Portal” si apre con un suono sordo, come quello del Portale che permette alle anime di attraversare la soglia tra il mondo materiale e quello immateriale; le variazioni della musica paiono rappresentare i passi di queste creature nella loro vita e gli stacchi di piano ed archi le loro speranze ed aspettative per il futuro. Con “Devocion” l’album pare tornare alla realtà della famiglia del piccolo. In questo pezzo c’è la sacralità pregna di lutto di una messa di suffragio: gli accordi che si elevano dalla base sono come il battito del cuore di persone affrante che sperano, come loro unica consolazione, che le loro preghiere raggiungano l’anima della persona perduta o che almeno possano facilitare il suo cammino. “In “Proteccion” la musica ha un fremito dolce, come di un impercettibile battito d’ali, che si eleva al di là di cori, come quelli che gli angeli intonano in Paradiso. È un pezzo trascendente che fonde credenze ataviche, come quelle dei Lari, a percezioni emozionali, extrasensoriali, le uniche grazie alle quali la nostra anima può ascoltare un muto “sono ancora qui”, come la risposta alle preghiere del pezzo precedente: un abbraccio di amore puro ed assoluto che desidera cancellare la sofferenza. “Opportunidad” pare rappresentare un viaggio sciamanico, l’elevazione dell’anima umana verso le Sfere sottili, in cerca, appunto, di una nuova, diversa opportunità di comunicazione e allo stesso tempo di un avvicinamento alla Percezione della Verità con gli occhi dello spirito, gli unici che riescono ad allungare il loro sguardo al di là del velo della materia. 

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