Marcello Ambrosini: Post-Industriale: La scena italiana anni ‘80

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La scena post-industriale italiana degli anni ’80 è stata sicuramente una delle più valide e creative in Europa: nella nostra penisola c’è stato un fermento creativo spontaneo che ha visto protagonisti diversi gruppi oggi ammantati da un’aura di culto come T.A.C., Ain Soph e Sigillum S solo per fare qualche nome. Ci sono stati dei libri, in passato, che si sono occupati di questi suoni difficili: penso al Manuale di cultura industriale a cura di Paolo Bandera o a Industrial r[E]volution di Giovanni Rossi, volumi che parlavano solo in parte e non in maniera organica della scena italiana. Un’eccezione in questo senso è stato Rumori sacri pubblicato nel 2012 dalle Kaly Yuga Edtions che si soffermava però sui soli Ain Soph, Sigillum S, Rosemary’s Baby e Atrax Morgue. Più di recente è stato Antonello Cresti in Solchi Sperimentali Italia a occuparsi di questi gruppi (fra cui quelli industrial) in maniera sistematica e dettagliata con schede e interviste anche ai nomi più oscuri. Si sentiva in ogni caso la mancanza di un testo che parlasse in maniera approfondita dell’argomento. Ora quel libro è finalmente arrivato grazie a Marcello Ambrosini (1972), insegnante di storia dell’arte e maniacale appassionato di industrial: Post-Industriale: La scena italiana anni ‘80 colma un vuoto  e riesce a ricostruire la genesi della musica industrial italiana attraverso il recupero di informazioni ormai contenute in fanzine dell’epoca.

L’introduzione è molto interessante e parla delle origini del “rumore” in Italia grazie alle avanguardie storiche come il futurismo: grande spazio è così riservato a Luigi Russolo e al suo “intonarumori”. Non dimentichiamo di come Russolo sarà poi un’influenza importante per Steve Stapleton di Nurse With Wound. Dopo un’accurata disamina di quella che è stata la scena industrial internazionale si passa infine ad analizzare gli esponenti italiani fra cui ci sono nomi indubbiamente importanti. Grande spazio ovviamente viene riservato all’iniziatore del movimento ovvero Maurizio Bianchi e a gruppi storici come i F.A.R., i T.A.C: e i Tasaday. Poi l’attenzione viene posta sui 2 sottogeneri del power electronics e del post-industrial esoterico: quest’ultimo filone, personalmente, è quello che ho sempre apprezzato maggiormente e di cui fanno parte gruppi già citati in precedenza. Va poi a integrare il testo anche un bel cd che racchiude brani dei gruppi più significativi trattati nel volume.

Post-industriale: La scena italiana anni ‘80 è un libro caldamente consigliato a tutti gli amanti dell’industrial e non solo: è l’occasione per approfondire una cultura altra ma che merita nondimeno grande attenzione.

Marcello Ambrosini “Post-Industriale: La scena italiana anni ‘80” – Goodfellas – 288 pagine – 2016 – Euro 22

 

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