The Doctors: Unterwelt

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Duo francese di cui si sa veramente poco a parte le fonti di ispirazione della sua musica – una forma di postpunk con forte presenza elettronica, ove il basso è spesso brillante e trovano posto anche rilevanti influenze industrial – The Doctors ha recentemente pubblicato per Manic Depression Records il primo full-length dall’inquietante titolo Unterwelt. Nonostante le atmosfere cupe e opprimenti, le ritmiche per lo più nervose con passaggi ripetitivi e ipnotici e l’attitudine vagamente aggressiva del vocalist, Patrick Mouras, non possiamo affermare che i due ‘dottori’ si cimentino in proposte inedite, anzi il loro sound appare francamente ‘vintage’: in ogni caso, non si può negare che essi sappiano ben gestire la ‘materia’, regalando momenti efficaci e godibili. Intriganti ‘vibrazioni’ elettroniche, per esempio, introducono nell’opener e title track uno scenario tesissimo, reso addirittura ‘ansiogeno’ da beats frenetici e canto in modalità ‘affannata’. Subito dopo, “L’Integral” presenta sonorità più prorompenti e, come si diceva, dal sapore industrial e “Metro” continua in questa direzione irradiando energia grazie a robusti interventi della chitarra. La ricetta non cambia anche in seguito e, per quanto l’ascolto sia piacevole, in verità non troviamo in Unterwelt alcuna traccia memorabile; tuttavia vogliamo menzionare ancora “Inferno”, una delle più lineari, ma molto convincente per i suoni cupamente austeri della chitarra e il basso rimbombante. La conclusiva “Diese”, poi, chiude con esaltante vigore un disco che lascia intravedere delle gran belle potenzialità di cui ci prepariamo ad attendere gli sviluppi.

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