The Murder of my Sweet: Echoes of the aftermath

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Il combo di Daniel Flores ed Angelica Rylin torna sulle scene con il quarto sigillo di una carriera che, non ostante qualità tecniche ineccepibili, non permette agli svedesi di elevarsi nettamente al di sopra della agguerrita e numerosa concorrenza. Il seguito dell’impegnativo “Beth out of hell” vede i nostri cimentarsi ancora una volta nel metal dal forte impatto visivo che ha caratterizzato anche le precedenti uscite, consolidando un marchio che hanno fatto loro con grande naturalezza. La Rylin è interprete adatta a queste canzoni ridondanti, e la produzione bombastica di Flores crea delle ambientazioni che paiono davvero confezionate per far spiccare le doti della cantante, peccato che la struttura delle stesse risulti a tratti appesantita dal ricorso a trame artificiosamente elaborate, episodi come “Cry wolf” o come la ballatona “Inside, outside”, con i suoi rimandi agli Aerosmith più autocompiacenti o peggio a Celine Dion (!) potevano venir emendati a favore di una maggiore snellezza che certo permetterebbe ad “Echoes of the aftermath” di guadagnare qualche punto. Molto meglio la title-track, il singolo “Personal hell”, del quale troverete anche la versione video, o “Sleeping giant”, ottimi esempi di female-gothic-metal che con “Flatline” e con “In risk of rain” costituiscono i punti di forza del lotto. Volendo confrontare Echoes of the aftermath con “The urevealed secret” degli Eternal Idol, chiara affermazione dei nostri!

Per informazioni: http:www.frontiers.it
Web: http:www.themurderofmysweet.com
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