Nathan Balingrud: Il nero visibile

326
0
Condividi:

Nuova uscita nella collana “Visioni” delle Edizioni Hypnos che sta presentando al pubblico italiano autori appartenenti all’horror e al cosiddetto “new weird”: così, dopo i vari Laird Barron, Steve Rasnic Tem e Livia Llewellyn questa volta  viene dato spazio a  Nathan Ballingrud, scrittore americano nato in Massachussets nel 1970 e vincitore dello Shirley Jackson Award con la raccolta di racconti North American Lake Monsters. I lettori più attenti forse ricorderanno che un racconto di Ballingrud era stato tradotto nel numero 5 della rivista Hypnos ovvero I mostri del cielo, una storia che mostrava le indubbie qualità di questo autore: Balingrud fa derivare l’orrore direttamente dalle persone e il soprannaturale, nella sua produzione, sembra quasi un pretesto. Per intenderci siamo distanti anni luce dall’orrore cosmico di un H.P. Lovecraft. In quel numero di Hypnos c’era anche un ritratto dell’autore a cura di Andrea Bonazzi.

In quest’occasione viene pubblicata una novella del 2015 ovvero Il nero visibile che viene tradotta da Laura Sestri. Il racconto narra le vicissitudine di Will, un barista che, dopo avere assistito a una rissa fra giovani nel suo locale, si ritrova fra le mani un cellulare: da qui in avanti l’uomo si troverà proiettato in un vero e proprio incubo. La sera stessa, attraverso il cellulare, arrivano messaggi enigmatici che lasciano presagire qualcosa di torbido: successivamente vengono inviate delle  foto macabre di omicidi rituali che rivelano l’esistenza di una realtà inquietante: la sua compagna Carrie cerca di aiutarlo nelle indagini ma il mistero diventa via via più fitto e senza apparente via d’uscita. Per ben 2 volte, quando ritorna a casa, Will trova Carrie inebetita mentre guarda, davanti al pc, un’immagine di un tunnel completamente nero. Sembra che la donna stia perdendo la ragione e che abbia evocato delle forze oscure provenienti dalle regioni infere. Tutto in effetti lascia presagire l’esistenza di un culto con risvolti occulti in quanto compare anche una sorta di libro maledetto ovvero “La seconda traduzione di Ferite”. Tuttavia il vero orrore evocato da Nathan Balingrud si trova all’interno delle persone e di Will e viene simbolizzato dalle blatte: gli insetti vengono spesso descritti negli ambienti in cui si trovano i protagonistie  fanno la loro comparsa, non a caso, fin dalla scena iniziale ambientata nel bar dove lavora Will. Ballingrud ci descrive delle blatte volanti – essendo nato negli Stati Unit si riferisce sicuramente allo scarafaggio americano, l’unico in grado di volare – che si nascondono nei muri e fanno da raccapricciante contorno alla storia. Il suo stile non è eccelso tuttavia ha una grande abilità nel riuscire a mantenere alta la tensione: Il nero visibile si legge tutto d’un fiato fino alla fine senza avere mai momenti di stanca. Alla fine la comparsa del soprannaturale è una chiara metafora del marcio interiore dell’umanità. Sicuramente visione, quella di Ballingrud, intrisa di  pessimismo nei confronti dell’uomo, del suo ego e delle sue debolezze.

Il volume è disponibile in formato ebook e cartaceo presso il negozio online delle Edizioni Hypnos.

Nathan Ballingrud “Il nero visibile” – ISBN: 9788896952535 – 2017 – Euro 8,90

Condividi:

Lascia un commento

*