7JK: Ride The Solar Tide

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Dopo Anthems Flesh del 2012 esce Ride The Solar Tide, un nuovo capitolo dell’acronimo 7JK ovvero della collaborazione fra il talentuoso violinista Matt Howden aka Sieben e i Job Karma, duo polacco di musica elettronica di cui avevo in passato recensito Society Suicide. Per l’occasione Howden è affiancato dal solo Maciek Frett mentre ha dato forfait Aureliusz Pisarzewski. La formula sonora sostanzialmente non è però cambiata: troviamo così le algide ambientazioni electro-ambient di marca Job Karma accompagnate dalle suadenti note del violino e dalla bella voce di Mr. Sieben. Le atmosfere tendono al malinconico e al decadente come in “Barry The Astonishing”, una traccia intensa e piena di spleen: i timbri dell’arco riescono ad impreziosire un lavoro che altrimenti avrebbe rischiato di essere un po’ troppo monotono e sterile. Le ritmiche sono molto possenti e tendono a caratterizzare buona parte di Ride The Solar Tide. In questo senso “Guidance Is Internal” è uno dei pezzi più trascinanti del disco con la ieratica voce di Howden che declama su un tappeto percussivo molto coinvolgente e minimale. Altrove l’elettronica di Maciek Frett crea effetti spaziali mediante sonorità electro-dark: è questo il caso di “Slow Flow Snowflake”. In “Black Hole Entropy” ci ritroviamo letteralmente proiettati in un universo altro dai colori cangianti: sembra di venire risucchiati in Buco Nero senza fine che ci conduce lentamente verso un destino ignoto. L’elettronica di “The Next Great Page Turn” dipinge paesaggi futuristi ipertecnologici: ma, al di là dei suoni freddi e algidi tipici del genere, la musica mantiene in ogni caso un’anima e riesce a emozionare. Alla fine è questa la cosa più importante nel considerare un lavoro come questo Ride The Solar Tide che sfugge alle facili classificazioni. Disponibile su Bandcamp: https://7jkmusic.bandcamp.com/album/ride-the-solar-tide

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1 comment

  1. Francesco 19 marzo, 2017 at 09:27

    Concordo con te riguardo la non facile classificazione del genere. Si possono ritrovare echi dei Clock DvA come dei vecchi Ultravox ( quelli di John Foxx per intenderci ), dei Depeche Mode e dei Tuxedo Moon, a dimostrazione di una maturità musicale che si esprime al meglio in questo album bellissimo e davvero ben fatto! Personalmente credo sia una delle cose più interessanti ascoltate negli ultimi tempi.

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