Karies: Es Geht Sich Aus

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I Karies – Benjamin Schröter, Max Nosek Jan Rumpela e Philipp Knoth – sono una band di Stoccarda attiva dal 2012 in ambito ‘post-punk revival’. Di recente è uscito il loro secondo album, Es Geht Sich Aus, sempre legato alle sonorità ’80, le più adatte, evidentemente, a rispecchiare quel particolare abbinamento di oscurità e ribellione che costituisce la forma espressiva dei quattro; si tratta nel complesso di un lavoro notevole. Lo stile dei Karies è prevalentemente ‘abrasivo’, con cupo basso, ritmica sostenuta e chitarre ‘insistenti’, e non nascondono, qua e là, affinità con il punk: i due vocalist Schröter e Nosek alternano parti cantate con tonalità ‘corrosive’ ad altre declamate con veemenza e i testi sono per lo più pessimisti e amari. Apre “Es Ist Ein Fest”, una delle tracce più insolite, che procede con andamento cadenzato, scandito fin dal principio dal basso scuro, quasi ‘corrucciato’ mentre la chitarra costruisce fantasiosi contesti passando da riff ‘cattivi’ a passaggi più ‘briosi’ secondo una logica più che libera. La seguente “A” è davvero un gran pezzo post-punk, in cui l’elemento che risalta è in assoluto la chitarra dai suoni decisamente sofferti e la ritmica accelera al ‘trotto’ intensificando la tensione; poi “Jugend”, esordisce pacatamente per scaternarsi poco dopo con una sorta di rabbia contenuta ma incisiva che trapela persino nel canto dalla tinta sarcastica e “Keine Zeit Für Zärtlichkeit” presenta nuovamente sonorità e combinazioni insolite e intriganti con il basso a strutturare il tutto con ferrea disciplina. L’ispirazione post-punk si ritrova comunque in altri brani, come “Mühlen” o la title track “Es Geht Sich Aus”, episodio a cavallo fra melodia e punk, con passaggi davvero sorprendenti e anche in “Ostalb” in cui però, dopo il bizzarro inizio ritmato, si ‘perde’ fra le originali e suggestive variazioni della chitarra ed il sinistro, ripetitivo canto; “Überlegen” opta poi per dissonanze ‘noisy’ alla Sonic Youth. Infine l’ultima traccia “Einheiten” conclude con toni disadorni quasi sommessi e i suoni più cupi che possiamo qui trovare un album interessante che di certo attirerà chi avesse voglia di esperienze diverse.

TagsKaries
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