Razorline: Razorline

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Progetto italiano formatosi da un paio di anni a cura del pugliese Nico Tripaldi, Razorline rappresenta, oltre che un omaggio schietto e sentito alla produzione anni ’80, una rielaborazione personale, quasi intima di essa da parte di un musicista talentuoso e con quindici anni di esperienza artistica sul ‘campo’ alle spalle, soprattutto nell’ambito dell’elettronica. Gli echi, per non dire reminiscenze, che vi si ritrovano sono presto detti: la new wave elettronica dagli Ultravox ai New Order, il goth in salsa Sisters of Mercy, ai quali spesso si rifà anche la parte cantata laddove presente e l’oscurità che si irradia dal basso cupo ed essenziale e la chitarra dai suoni tipicamente ‘vintage’ che, all’ispirazione ‘80 fanno riferimento in mille modi diversi. L’album Razorline non ha la pretesa di proporre soluzioni inedite ma bisogna ammettere che riserva ai nostalgici momenti di autentico godimento e si lascia ascoltare tutto d’un fiato: i paesaggi tenebrosi non mancano, spesso dominati da una tensione sottile e penetrante che, comunque, appartiene più alla nostra epoca che alla tradizione che questa musica richiama. Delle sette tracce contenute in questo lavoro, alcune sono praticamente strumentali. Nella prima, “Secrets”, la parte vocale, per esempio, si percepisce appena e la suggestiva ‘introduzione’ elettronica apre gradualmente uno scenario a tinte dark sul quale intervengono una bella chitarra ed una ritmica in ‘crescendo’. Subito dopo, “Overtime” procede all’insegna di chitarra e basso ‘fragoroso’ verso un clima gothic molto vicino a Sisters of Mercy e Fields of the Nephilim, ricordato anche dalla tonalità profonda del canto, mentre in “Occhi” soltanto il basso ‘conserva’ il rombo minaccioso e tutt’intorno l’oscurità pare dissiparsi grazie a suoni malinconici ma più accattivanti, di stampo quasi ‘atmosferico’; l’ispirazione ‘gotica’ torna prepotente in “Skinsex” e nella seguente “The Box”, che però sembra strizzare l’occhio al dark electro, inaugurando un andamento ‘pulsante’. Infine “Winter Night” e, soprattutto, l’ultima, “Screamers”, concludono nel segno del gothic un album sicuramente ‘ortodosso’ nelle scelte ma nel complesso decisamente piacevole. Chi fosse interessato lo troverà in download gratuito qui.

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