Vestfalia's Peace: Loneliness

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Sono attivi da fine anni ’90 i Vestfalia’s Peace di Pescolanciano, paese di circa ottocento abitanti in provincia di Isernia, benché pochi abbiano avuto la fortuna di conoscerli. Ispirati dalle sonorità anni ’80, in particolare – come loro stessi ammettono – dallo stile di gruppi come And Also The Trees, Chameleons e Sad Lovers and Giants i quattro – Salvatore Pallotta, Duccio Del Matto, Eugenio Auciello e Gianni Caldararo – hanno continuato a produrre musica di qualità nonostante le difficoltà a farsi ‘riconoscere’ nella scena dark; due di loro (Del Matto e Caldararo) hanno nel frattempo dato vita anche al progetto folk La Pietra Lunare che, nel 2015, ha pubblicato con la Lichterklang il primo La Pietra Lunare. Il ‘fiuto’ di Valerio Lovecchio della SDN ha consentito l’uscita, in questi giorni, del debut album Loneliness. Il lavoro ha undici pezzi, dei quali i primi otto inediti e gli ultimi tre, invece, costituiscono il contenuto del minialbum autoprodotto nel 2004 The Peasant. Non è facile, in verità, raccontare in poche frasi la poesia dei brani di Loneliness: ‘toccati’ sia dalla darkwave che dall’ethereal, ‘permeati’ di un delicato folk acustico, tutti sono pervasi da un’atmosfera malinconica e ‘notturna’ ma non priva di momenti intensamente struggenti. La prima traccia “Loneliness” emoziona fin dalle prime cupe note di basso che ne definiscono l’impostazione: la melodia dolce quanto accorata, fluidamente scandita, è condotta dalla bellissima chitarra e dalla parte canora, che la presenza di una limpida voce femminile che duetta con il vocalist Caldararo rende in qualche modo magica. Segue un altro grandissimo pezzo, “Wet Ferns Shine”, dall’andamento più brioso ma il cui motivo, con il canto trasognato e gli eterei ‘echi’ femminili in sottofondo, è armonioso e seducente quanto il precedente; la desolata “Behind the Court”, di ispirazione fra folk ed ethereal, ‘dilaga’ con un incantevole gioco di cori – presente, per altro, in vari momenti dell’album – mentre “A Sad Image” rimane in ambito ‘wave’ con basso e chitarra dai suoni deliziosamente liquidi ma arricchita anche da dettagli pregevoli come le percussioni. Poi, doppiato uno dei brani più romantici, “The Muse”, troviamo “Before The Storm” con sonorità lineari appena ritmate e qua e là qualche sfumatura ‘goticheggiante’ e l’impronta folk di “Farewell”, esaltata dall’intenso canto. L’ultimo inedito, “I Think I Should Leave” ci regala infine sinuosi passaggi di chitarra e ci introduce al ‘mood’ un po’ più dark delle tre tracce dell’EP: “The Peasant”, con la splendida melodia dall’arrangiamento ricco e composito, la tristissima e crepuscolare “Tale From The Summer Dew”, anch’essa ‘adornata’ dal prezioso coro femminile e la conclusiva “The Apple Boughs” un capolavoro di languido spleen fatto di morbidi arpeggi e voce struggente, che chiude un disco a mio avviso da non perdere.

Per informazioni: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/loneliness
Web: https://www.facebook.com/vestfaliaspeaceband/
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