Cawatana: Comprende

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Gli ungheresi Cawatana sono uno storico nome della scena neo-folk e martial-industrial europea. Il gruppo  è stato fondato da Kiss Balàzs e ai Soros Gergo nel 1999. Hanno alle spalle un piccolo classico del martial sound più oscuro come Struggle For Wisdom del 2003. Successivamente si sono dedicati a un neo-folk “di maniera” senza particolari picchi espressivi anche se dignitoso. Ora esce Comprende, un disco che recupera parecchio materiale che ormai si poteva recuperare solo in vecchie compilation fuori catalogo. Le sonorità si concentrano così su quello che è il lato marziale e cupo dei Cawatana. La traccia di apertura “May” è, in questo senso, esemplificativa: un basso pulsante tipicamente post-punk e i rulli marziali delle ritmiche accompagnano una voce ieratica: come atmosfera non siamo poi distanti dai Death In June di The Guilty Have No Pride. Ma con l’inizio della successiva “Have No Option (This Is A Dream)” si entra in territori più classicheggianti con il pianoforte in evidenza: poi entrano tamburi imponenti  e marziali a scandire il ritmo. “Something In The Final Hour” vede la brava Agnes Toth protagonista alla voce. Dopo la raffinata, eterea e malinconica ballata al piano di “You Will Never Know” è la volta dell’anthem neo-folk “In Your Father’s Eyes”, un bel pezzo che però non brilla certo per originalità: sembra quasi una cover dei Sol Invictus. “Tears Of Centuries” è un’altra travolgente cavalcata epica e marziale. Il disco, in ogni caso, si mantiene sempre su buoni livelli pur essendo molto derivativo. Comprende è così un tassello forse non fondamentale ma sicuramente degno di menzione per i seguaci del neo-folk e, in tempi in cui ormai da tempo il genere sta mostrando la corda, risulta essere un prodotto di un certo spessore.

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