Ēirikura: Reflection of a Higher Realm

0
Condividi:

Ēirikura è un progetto collaborativo tra i membri di Sunset Wings, Romowe Rikoito, Āustras Laīwan, la poetessa irlandese Johanna Doyle e dei loro amici prussiani.

La title track “Reflection of a Higher Realm” è un pezzo introspettivo e malinconico a cavallo tra ambient e neofolk, arricchito da archi e tastiere dalle sonorità arcane che rendono evocativa la voce recitata.
“Wassara” è una ballata neofolk cantata in una lingua antica con doppia voce maschile e femminile, impreziosita dai richiami di strumenti inusuali come l’oboe, flauto ed archi.
“Flowers” è un pezzo romantico: ruota sugli archi struggenti ed il pianoforte di sottofondo che creano un’atmosfera emotivamente sognante, un inno alla bellezza della natura, che si addormenta solo per risvegliarsi in un tripudio di colori e profumi la primavera seguente.
“Ēirikura” è un pezzo neofolk con richiami epici, che pare una lode, un’invocazione a qualche dea dimenticata di un passato arcaico.
In “Annabelle Blue” è presente di nuovo la voce recitata che aggiunge enfasi, donando la sensazione di una narrazione a due livelli, le parole che raccontano una storia e la musica che ne descrive ed amplifica le emozioni.
“Oh, Roses for the Flush of Youth” è un pezzo breve con una voce che ricorda le ballate celtiche di Enya o Loreena McKennitt accompagnata da una chitarra acustica e altri strumenti che fanno capolino in sottofondo.
“Fornocht do chonac thú”, che riprende un poema di Pádraig Mac Piarais, è cantata in celtico e ci proietta in tempi antichi di bardi e fate che popolavano (e forse popolano ancora, nascoste agli occhi frettolosi delle moltitudini moderne) le brughiere irlandesi.
“Today’s Eulogy” è un pezzo malinconico, con i fiati che paiono enfatizzare la tristezza interiore di un testo che sembra uno sguardo filosofico sulla vita dato nel giorno della morte.
“Dance into images” si apre con sussurri e campane, che paiono rappresentare il luogo d’approdo dell’ultimo viaggio trattato nel brano precedente: la voce che recita pare quella di un angelo che accoglie lo spirito per spiegargli la vita ed il senso che assume nei Regni Superiori.
“Like an outdated pre-raphaelite” è un pezzo evocativo, emozionale, un’ode alle anime sensibili, all’arte che nessuna macchina potrà sostituire (“No photo can capture the spark in your eye”).
“Gērds”, che ci ripropone la suggestiva lingua antica dei luoghi d’origine di questi artisti, è un pezzo dolcemente elegiaco: un inno che vuole far rivivere un tempo lontano cronologicamente ma ancora vivo nei cuori di questi artisti.
“Rāmawas Wartā (RRĒmix)” è un pezzo neofolk, ancora con doppio canto maschile e femminile impregnato di malinconia e sensibilità che toccherà sicuramente il cuore di chi ascolta.
“Reflection of a Higher Realm (reprise)” è etereo, quasi ultraterreno grazie all’intreccio di archi che evoca il libero fluire e fondersi di pensieri tra le anime che dimorano nella purezza degli Alti Regni, libere dalla materia e dalle menzogne terrene.

Condividi:

Lascia un commento

*