Gintas K: Dimensions

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Il lituano Gintas Kraptavicius è un nome importante della musica elettronica degli ultimi anni. Ha all’attivo oltre 20 dischi. La sua carriera è in realtà iniziata con gli industrial Modus, un gruppo a suo modo seminale per chi ha amato certi suoni senza compromessi dell’area industriale. Successivamente Gintas ha usato il monicker Gintas K. Per dar sfogo alle sue sperimentazioni all’insegna di un’elettronica in linea con la produzione di artisti come Fennesz e Lawrence English. Nel 2016 è uscito questo Dimensions, un lavoro a suo modo particolare in quanto caratterizzato da un uso di sonorità glitch e post-moderne. Il cd è composto da due lunghe tracce ovvero la lunga – 35.10 – e frammentata title-track e la breve (6.30) “Antras Galas”. le ambientazioni sono estremamente algide e asettiche vicine, in un certo senso, alle cupe atmosfere di certa avanguardia. Non a caso Dimensions è stato concepito per essere presentato al Ventunesimo Simposio di Arte Elettronica. Rispetto a buona parte della sua discografia ascoltiamo qui il suo lato più ostico e glaciale. Si è come proiettati in un ambiente dai contorni non definiti e cangianti: sembra la sonorizzazione di un’esposizione di arte contemporanea. Il continuo utilizzo dell’errore digitale riesce realmente a creare un’estetica sonora che riesce ad avere un suo oscuro fascino. Non è facile per il profano approcciarsi a  questo tipo di proposte in cui sembra mancare l’emozione e la capacità di “comunicare”. E’ chiaramente un prodotto che si rivolge a una nicchia ristretta di fruitori. Tuttavia chi già segue artisti come Ben Frost, Fennesz  e Stephan Mathieu non rimarrà deluso e troverà pane per i suoi denti. Il cd esce in una elegante confezione digipack e in un’edizione strettamente limita a 300 copie. Disponibile su Bandcamp: https://frozenlightlabel.bandcamp.com/album/dimensions.

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