Hanns Heinz Ewers “Alraune” – Edizioni Hypnos

0
Condividi:

Finalmente rivede la luce in Italia un capolavoro del fantastico nero e decadente come “Alraune” di Hanns Heinz Ewers grazie alle Edizioni Hypnos che, bisogna dirlo, ultimamente hanno pubblicato volumi di assoluto pregio – penso a Der Orchideen Garten uscito sempre nella collana “Mirabilia” -in una veste grafica pregevole rispetto alla collana Biblioteca dell’immaginario che rimane, in ogni caso, di assoluto livello nel proporre autori fondamentali.

La figura di Hanns Heinz Ewers è ben inquadrabile nel contesto della rinascita della letteratura del terrore in Austria e Germania che avvenne fra fine ‘800 e inizio ‘900. Il suo nome è quindi accostabile a quelli di Gustav Meyrink, Alfred Kubin, Oskar Panizza, Leo Perutz e Karl Hans Strobl.

Questi scrittori furono i principali artefici che diedero impulso in Austria e Germania, sotto la forte influenza dei maestri riconosciuti del genere come Poe (Ewers scrisse un memorabile saggio sullo scrittore americano), Hoffmann, Villers de L’Isle Adam, Nerval e altri, a una nuova letteratura fantastica che voleva essere una rivolta “ideale” contro la cultura imperante del positivismo e del capitalismo.

Stilisticamente, questi nuovi “canoni” artistici, produssero un’estetica letteraria che faceva largo uso di stilemi decadenti e grotteschi e che attingeva spesso a tematiche allora fortementej diffuse come occultismo ed esoterismo. Non va infatti dimenticato che all’epoca in Germania pullulavano numerose sette di derivazione teosofica.

Nato a Dusseldorf nel 1871 Ewers è affascinato sin da bambino dall’atmosfera cupa del folklore tedesco. La sua figura è una delle più originali, eccentriche e anticonformiste del periodo e i suoi racconti furono apprezzati persino dallo stesso Adolf Hitler. Ebbe pero’ un rapporto ambiguo con il regime da cui venne infine respinto in quanto non abbraccio’ fino in fondo la sua propaganda nonostante scrisse un romanzo agiografico per Horst Wessel, l’ispiratore dell’inno nazista. Nella frase “Questa e’ la Germania, questo e’ il mio paese” presente in Alraune c’e’ quasi il presagio dell’epopea tragica del Nazionalsocialismo.

La sua narrativa rimane sempre in bilico fra conscio e inconscio, grottesco, occulto ed erotismo deviato in cui spesso la donna è identificata come un simbolo di morte e bellezza. Questa della “femme fatale” è una tematica di derivazione decadente (grande è infatti l’ammirazione di Ewers per Oscar Wilde) che lo scrittore tedesco sfrutta però magistralmente in molte sue novelle, infarcendola spesso di pulsioni di sadismo e masochismo ma che soprattutto emerge nel presente Alraune.

Alraune e’un libro che rappresenta un vero e proprio manifesto di un fantastico nero e decadente. Ewers sfrutta qui la leggenda della Mandragora, una pianta di cui si magnificano le virtu’ afrodisiache e analgesiche facendo sua la superstizione medievale secondo cui verrebbe generata dal seme di un impiccato espulso in punto di morte. Il seme generava dal terreno la cosiddetta “mandragola”. La creazione dell’essere, tramite inseminazione artificiale nei confronti di una prostituta, da cosi’ origine ad Alraune. Questa donna si rendera’ responsabile di tutte le peggiori nefandezze nei confronti dei suoi simili facendo trasparire una natura sadica e lussureggiante. La cornice e l’atmosfera sono molto decadenti e ricordano certe suggestioni de Il gran dio Pan di Arthur Machen. L’ambientazione teutonica e la leggenda esoterica  possono far venire irn mente delle affinita’ anche con il connazionale Gustav Meyrink ma manca assolutamente, in Ewers, il misticismo e la “visione” metafisica della realta’ di quest’ultimo. Alla fine la vicenda, in cui Alraune si comporta come una vera e propria padrona nei confronti dei maschi resi suoi schiavi, e in cui certo Ewers non si risparmia nessuna descrizione scabrosa, vira verso un erotismo sadico: ma piu’ che il marchese De Sade il romanzo fa pensare allla figura di Leopold Von Sacher Masoch e del suo Venere in pelliccia. Il rapporto padrona-schiavo viene infatti  descritto nei minimi particolari. Come nel precedente romanzo di Ewers “L’apprendista stregone” anche qui troviamo il personaggio di Frank Braun, sorta di alter ego dell’autore che ritroveremo anche nel successivo romanzo “Vampir”.

Da segnalare sicuramente l’ottima traduzione di Alessandro Fambrini, autore anche della prefazione, e la competente postfazione di Walter Catalano che esplora il rapporto fra Ewers  e il cinema considerando che il romanzo ha avuto diverse trasposizioni fra cui quella di Henrik Galeen – regista di Il Golem e Lo studente di Praga – del 1928 con Paul Wegener e Brigitte Helm.

Alraune resta in ogni caso un grande romanzo nero che non dovrebbe mancare in nessuna collezione dedicata al gotico e al fantastico.

Disponibile presso il negozio online delle Edizioni Hypnos: http://www.edizionihypnos.com/.

Hann Heinz Ewers “Alraune – La storia di in essere vivente” – Edizioni Hypnos – 249 pagine – Euro 18 – ISBN: 9788896952559

Condividi:

Lascia un commento

*