My Mannequin, Trieste 20/05/2017

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My Mannequin – © Licht Und Blindheit

Degno epilogo della positiva stagione del Licht und Blindheit, si propone all’attenzione degli astanti il giovane quintetto dei My Mannequin, ensemble emergente autore di un convincente gothic-rock caratterizzato dalla incisiva presenza delle tastiere operate dalla graziosa Nora Biondi (che di L + B è una delle anime).

Nonostante la limitata esperienza on stage (da note gentilmente fornitemi sottolineo che trattasi del terzo concerto in assoluto) essi fanno sfoggio di una sufficiente padronanza del palco e, dissipatosi presto il velo dell’emozione (sentimento sublime!), si dà subito spazio alla musica.

Smesse le maschere che adombravano i volti, è “Brainshow” ad aprire, seguita da altre nove tracce (l’EP da noi già recensito, As daylight deceives…, è stato eseguito per intiero) e due encore, interpretate con una sorprendente verve dal cantante Gjorgji Bufli (transitato anche nei Der Himmel uber Berlin e dotato di una impostazione vocale eccellente), mentre per quanto riguarda l’apparato strumentale il piglio metallico del chitarrista Nino trova un valido supporto nella sezione ritmica formata dal fondatore Gian Battista alla batteria e dal bassista Michele.

Chiaramente la componente live pone l’accento sull’irruenza esecutiva: il pubblico dimostra di gradire il vigoroso goth-rock dei MM che proprio in questa dimensione trova il suo ambito ideale d’espressione; avessero la possibilità di consolidare la pratica concertistica potrebbero davvero proporsi come una delle band più interessanti del settore. Nel corso della serata, a rimarcare l’importanza della componente teatrale nel concept ideato dai MM, sono stati distribuiti ai presenti dei frammenti tratti dal “diario di un manichino”, il soggetto sul quale si fonda l’apparato lirico, ulteriore nota che va a loro merito.

Non proprio una giornata primaverile, quella del 20 maggio, anche se il fascino che Trieste non lesina certo, non viene intaccato da qualche goccia di pioggia, tutt’altro; quasi che il tempo/Tempo si fosse per qualche ora cristallizzato in una… “Forever Halloween”, così possiamo archiviare con piacere questa serata nel cassetto dei ricordi. Vi rimando alla recensione citata, le influenze che il disco palesa, e che i membri dell’insieme non tacciono, mostrano da un lato una piena maturità da conseguire, e ci mancherebbe, dall’altro una lodevole attenzione alla composizione (l’uso dei tasti non è dozzinale come altri loro colleghi denunziano in modo imbarazzante). In concerto poi le finezze e gli orpelli scivolano via, si bada più all’essenziale, ed il carattere viene in soccorso alle inevitabili imperizie. Io intanto me li coccolo, perché alla mia età non posso certo permettermi di sprecare carte così preziose…

Tracklist:
Brainshow/One last kiss/Addiction/Goodbye, Miss Creepy/ Tell me where I belong/Wintertears/Cyanide butterfly/We, the nightbreed/Winterheart/One last kiss (encore)/Forever Halloween (encore)

PS: serata chiusa dai set dei quattro dj resident di Licht und Blindheit

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