Poison Garden: A Victorian carol

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Assai positivo debutto per la prima steampunk band italiana, costituita da quattro elementi perfettamente integrati fra loro e totalmente compenetrati nei loro rispettivi ruoli, non solo come musicisti, tanto che le loro esibizioni dal vivo trascendono il mero significato di concerto rock. Per quanto riguarda la componente prettamente sonora, essi traggono ispirazione dal gothic metal classicheggiante, articolandosi A Victorian carol in una serie di tracce tra loro evidentemente collegate da una trama unitaria, facendo ricorso a porzioni ariose dalla struttura assai snella ed abbellendo le tracce di orpelli funzionali alla migliore soluzione delle stesse; le ficcanti chitarre sono costantemente sostenute da una sezione ritmica duttile, eppoi la bella voce della cantante (e bassista) Madame Anais Noir rende il risultato finale piacevole all’ascolto. Per la sua natura volutamente ibrida, A Victorian carol si rivolge ad un pubblico non di stretta osservanza metal bensì di assai più ampio respiro (“Tonight tonight” degli Smashing Pumpkins si cala perfettmente nella tracklist); le parti più intense sono alleggerite da una cura maniacale rivolta all’arrangiamento delle singole canzoni (si ascolti l’adattamento di “In the hall of the mountain King” di Grieg), volta a donare loro una verve orchestrale (alla quale contribuisce la produzione pulita ma non asettica), la tecnica vocale di Madame Anais prestandosi perfettamente alla’interpretazione di episodi dall’eccellente fattura come a.e. “Halloween”. A Victorian carol evidenzia inoltre ulteriori margini di crescita del gruppo, facendo ben sperare per un futuro sicuramente interessante.

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