Victor LaValle: La ballata di Black Tom

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Victor LaValle (1972) è uno scrittore americano nato nel quartiere del Queens a New York. E’ un autore con all’attivo 4 romanzi e un’antologia di raconti anche se scrive anche saggi e recensioni di libri. Si è messo in luce vincendo diversi riconoscimenti vincendo lo Shirley Jackson Award, un premio questo di assoluto rilievo in ambito weird con il romanzo “Big Machine”.

Ora le Edizioni Hypnos, nella nuova e ormai lanciata collana “Visioni” dedicata alle novelle, ci presentano il suo ultimo racconto intitolato La ballata di Black Tom che è finalista dei premi Hugo, Nebula e Shirley Jackson Award: si tratta di una riscrittura di Orrore a Red Hook scritto nel 1925 – ma pubblicato nel 1927 – da H. P. Lovecraft. L’epigrafe iniziale è in effetti una dedica al Solitario di Providence e recita “A H. P. Lovecraft, con i miei sentimenti più contrastanti”. LaValle è un autore di colore e non è un caso che abbia scelto proprio Orrore a Red Hook per omaggiare HPL. Quella di Lovecraft era una storia, scritta durante il periodo newyorchese, in cui emergeva più vivido il suo sentimento razzista nei confronti delle legioni di immigrati neri, siriani, spagnoli e italiani con cui si doveva confrontare tutti i giorni. LaValle in pratica riscrive Orrore a Red Hook in maniera calligrafica mantenendo tutti gli stessi personaggi: ritroviamo così l’ispettore Malone, l’eccentrico aristocratico Robert Suydam e i luoghi citati: i quartieri di Red Hook, Flatbush, il villaggio di Pascoag e anche il caseggiato di Parker Place affittato da Suydam in cui ci sarà l’epilogo della storia. Tutto torna nel rifacimento di LaValle: una delle scene finali, in cui Malone si trova a Pascoag dove cade a terra in preda a una crisi di isterismo dopo aver scorto qualcosa sulla sommità di un edificio, all’interno di La ballata di Black Tom la troviamo invece alla fine. Ma la vera novità apportata da La Valle consiste nell’aver creato il personaggio di Charles Thomas Tester, uno squattrinato nero che vive nel quartiere di Harlem e che si guadagna da vivere cantando malamente e suonando la chitarra e nell’aver ambientato il racconto nei quartieri afroamericani degli anni ‘20. Tester finirà, per reazione nei confronti della polizia che lo tratta come un reietto, nelle grinfie di Robert Suydam, i cui non meglio precisati studi lo hanno portato ad avere la “visione” di una divinità che riposa in fondo al mare. Questa divinità è in realtà Cthulhu e qui si palesa un’altra differenza rispetto all’originale: all’epoca di Orrore a Red Hook Lovecraft ancora non aveva ancora dato forma alla sua poderosa mitologia aliena. Cthulhu comparirà nel racconto Il richiamo di Cthulhu pubblicato su Weird Tales nel 1928. Altra chicca è costituita dalla presenza stessa del personaggio di Lovecraft che si palesa in incognito in cerca di informazioni anche se non viene nominato. La figura di Charles Tester Thomas mi ha poi fatto venire in mente, come associazione, il bluesman Robert Johnson di cui si diceva avesse fatto un patto con il diavolo per diventare un grande musicista in cambio della sua anima.

In ogni caso, al di là di cosa si possa pensare di un’operazione di questo tipo, La ballata di Black Tom si legge tutto d’un fiato e riesce realmente a ricreare le atmosfere genuine di H.P. Lovecraft aggiornando il suo canone. Il volume si può acquistare direttamente nel negozio online delle Edizioni Hypnos.

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