Christian Amadeo: Musica eterna: la storia dei Dead Can Dance

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Si sentiva la mancanza di un libro sui Dead Can Dance in Italia e questa lacuna viene colmata grazie a Musica eterna: la storia dei Dead Can Dance, un volume a cura di Christian Amadeo – giornalista musicale e autore anche di un romanzo intitolato “Un passo dalla morte” – e pubblicato dalle tsunami edizioni.

Il gruppo anglo-australiano e’ sempre stato indissolubilmente legato alle figure di Lisa Gerrard e Brendan Perry. Questo libro ha il grande merito di essere una guida approfondita e densa di riferimenti culturali: segue la storia dei Dead Can Dance in ordine cronologico dagli inizi della loro carriera fino ad oggi senza pero’ limitarsi ad un’arida ed enciclopedica massa di informazioni ma cercando sempre di contestualizzare ogni loro lavoro analizzandolo in maniera simbolica. Non e’ facile in realta’ inquadrare ed etichettare musicalmente i Dead Can Dance: sicuramente sono nati all’interno della scena gothic: in questo senso il primo omonimo disco e’ quello che piu’ si avvicina alle tipiche atmosfere cupe del classico post-punk pur evidenziando gia’ delle particolari peculiarita’. In ogni caso vennero subito adottati dal pubblico dark anche se, successivamente, hanno acquisito una platea di ascoltatori piu’ eterogenea in virtu’ di una ricerca musicale che li ha portati ad esplorare diversi stili ed influenze attingendo alla musica del passato ed ottenendo una sintesi mirabile. La loro musica ha suscitato l’apprezzamento di un musicista come Klaus Schulze che poi collaborera’ con Lisa Gerrard.

Dischi epocali come Within The Realm Of A Dying Sun, The Serpent’s Egg ed Aion sono ricchi di contaminazioni con la musica sacra e liturgica e portano l’ascoltatore in una dimensione temporale mitica e mistica. Molti avevano percio’ pensato ad una loro adesione a qualche tipo di religione ma, come messo in evidenza da stralci di interviste dell’epoca ad alcune riviste prontamente inseriti in questo volume, le cose non stavano esattamente cosi’. Brendan Perry ha infatti dichiarato che la loro era una sorta di ansia trascendente rispetto alla dura realta’ senza pero’ nessun riferimento preciso a quasiasi religione. La stessa Lisa Gerrard ha poi messo in evidenza la sua contrarieta’ a qualsiasi tipo di monoteismo e la sua ammirazione per la mitologia greca.

La seconda parte della loro carriera ha poi diviso la critica: secondo qualcuno dischi come Into The Labyrinth e soprattutto Spiritchaser hanno perso molto dei vecchi fasti annacquando la loro musica con suoni deboli prossimi a sonorita’ new age e world music di maniera. I fans incalliti hanno continuato pero’ a seguirli e hanno salutato l’ultimo disco Anastasis del 2012 con grande entusiasmo. Dal vivo sono in ogni caso ancora grandi come ho potuto assistere nel 2013 in un concerto a Firenze per il tour promozionale di Anastasis.

Musica eterna e’ integrato da splendide fotografie di concerti che ripercorrono la loro carriera. Bravo si e’ dimostrato l’autore nel non semplice compito di far capire l’universo estremamente cangiante, antico e senza tempo dei Dead Can Dance. Un volume che qualsiasi estimatore del gruppo non dovrebbe lasciarsi sfuggire. Disponibile presso il sito delle tsunamiedizioni. 

Christian Amadeo “Musica eterna: la storia dei Dead Can Dance” pagine 270 – tsunami edizioni – Euro 22 – 2017 – ISBN 9788894859010

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