Lilith Le Morte: Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole

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Duo al femminile e tuttavia ‘tostissimo’ Lilith Le Morte – Annalisa Liuzzi e Alice Cusi – ha pubblicato quest’anno il debut album Si rompe il silenzio nel giardino delle mandragole. Difficile inquadrare la musica prodotta dalle due: caratterizzata da una scelta sperimentale che si potrebbe definire ‘liberatoria’, poichè sembra volersi svincolare da ogni condizionamento o limitazione, segue un’ispirazione che non è mai uguale a se stessa, legata non solo a un ideale ‘estetico’ o artistico bensì ad un contenuto spesso estremamente critico, specchio di una visione sociale violenta, rabbiosa e nemica del compromesso; un filo neanche troppo sottile, infatti, connette queste tracce alla tradizione punk, anche italiana, arrivando fino alle esperienze – fatti i debiti distinguo sull’uso di certi strumenti – del primo Teatro degli Orrori. Le nostre hanno un vigore che spesso rasenta la furia, i loro arrangiamenti sono all’insegna della distorsione e del noise con un basso sporco e aggressivo che è una meraviglia ed un piano che a volte pare vagare in ogni direzione; le atmosfere ovviamente appaiono ‘mortifere’ e del resto la morte, insieme al ‘demone’ dell’emancipazione femminile Lilith, è presente anche nel loro pittoresco monicker. La prima traccia, “Onironauti”, uscita anche come singolo, svela l’interesse delle due per l’esperienza del ‘sogno lucido’ (onironautica) ed è legata, a quanto si è letto in web, ad un sogno realmente avuto da una di loro, che non doveva essere, in effetti, piacevole: lo scenario tutt’altro che idilliaco, l’andamento trascinante, con il piano che, quasi, sembra suonato con cattiveria e il canto di Alice Cusi come un grido di guerra mostrano un’urgenza espressiva che diventa ansia, addirittura ossessione. E’ proprio il canto, poi, in “Sangue”, a colpire sferzante, dominando una ‘paesaggio’ che ha molto di ‘funesto’, come dimostrano anche le note di piano: davvero raro trovare una vocalist con un carisma del genere. Quindi, “Subsuttore” ‘stordisce’ subito con il basso mentre la voce pare ‘rivestirsi’ di ironia e, subito dopo, “Grunge Ballad”, pezzo straordinario, chiarisce validamente le potenzialità del duo anche quando la ritmica rallenta e si punta sulle suggestioni più oscure, con momenti a tinte spettrali. Da menzionare poi l’insolita “A galla” che, con ruvida asimmetria, mescola elementi fra i più vari e, procedendo con cadenza snervante, riesce a trasformarsi in un’armonia con modalità assai originali. Infine, dopo la l’eccitante frenesia punteggiata di passaggi ipnotici di “Aut aut” e l’aura inquietante e vagamente ‘stregonesca’ di “Alberi Arsi”, “Preludio” conclude con suoni elettronici sinistri quanto enigmatici un disco sincero, fresco e anticonformista.

Per informazioni: https://swissdarknights.bandcamp.com/album/si-rompe-il-silenzio-nel-giardino-delle-mandragole
Web: https://www.facebook.com/liliththedeath/
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