Omrade: Nade

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Proverete una straniante sensazione, ascoltando Nade, cagionata da una tale varietà di stili, generi, ispirazioni inserite all’interno di un contenitore sonoro suddiviso in nove stanze, ogni una delle quali dotate di trama autonoma, anche se il disegno che le sottende è chiaramente unitario. Post-metal, post-rock, avant-garde, orchestrazioni ambiziose dalla struttura cinematografica, porzioni jazzate interrotte dal brusco rantolare di una voce che ghiaccia tanta è la disperazione che la pervade (“The same for the worst”), chitarre declinanti il metal nelle sue forme più evolute, ma anche la melodia di “Malum” (che ritroveremo anche nel cantato di “Hanelle” impreziosita da brillanti intervento di clarinetto), brano che apre Nade e che forse ci fornisce degli indizi fuorvianti, perchè il prosieguo dell’opera fonda su trame ben più complesse ed articolate. Estrema varietà che è allo stesso tempo mirabile (l’impegno profuso dal duo francese nella ricerca e nel perfezionamento di una formula identitaria va lodato), ma di non facile apprendimento, necessitando Nade di più ascolti onde poter compenetrare l’intimo di queste affascinanti stazioni sonore. Va da se che il pubblico più distratto e meno incline all’esplorazione lo torverà troppo ostico da affrontare; ma le sfide piacciono assai alla My Kingdom Music che sovente ne esce vincitrice, facendo sempre affidamento sulla costanza e sulla qualità dei suoi prodotti.

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/omradetheband
TagsOmrade
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