Principe Valiente: Oceans

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A distanza di circa tre anni dal precedente Choirs of Blessed Youth ecco Oceans, il terzo album degli svedesi Principe Valiente – Fernando Honorato, Jimmy Ottosson, Rebecka Johansson e Joakim Janthe – sempre più guidati da una vena di eclettismo: se la loro musica si collocava in area wave con suoni dai colori ’80 ed atmosfere di grande malinconia, i nostri sembrano ora preferire una vivacità diversa ed un orientamento occasionalmente più rock che shoegaze, mantenendo comunque robuste linee di basso e chitarre wave dalle sfumature sognanti. Apre “Wildest Flowers”, strano a dirsi la traccia meno significativa, strutturata come una melodia facile e accattivante, con sonorità a tinte rock pensate forse per la resa nei live. Poi, “When I Learned To Crawl” torna ad un fluido stile wave con limpide note di chitarra, basso rigoroso e ritmo brioso; l’ispirazione si rafforza nella bella “Strangers In The Night”, uscita anche come singolo, intensa e malinconica e di impronta tipicamente ‘cureiana’, mentre “Untouchable” insiste sui toni accorati, come attesta anche il pathos del canto, aprendo con suoni ‘sintetici’ minimali ed ‘eterei’ che si arricchiscono gradualmente di chitarra e basso vigorosi. Quindi, bypassato il clima ‘arioso’ di “Running Juveniles” che sembra più o meno ricollegarsi alla prima “Wildest Flowers”, ritroviamo l’oscura atmosfera postpunk di “No Time”, dove il basso cupo e la ritmica nervosa sono dominanti insieme alla parte vocale – cui contribuice anche Rebecka Johansson – struggente quanto coinvolgente. Segnalo infine la conclusiva “Monsters Of The Sea” che chiude con il mood più tetro, parte elettronica e basso straordinari ed una eccezionale performance del vocalist Honorato un disco ben più che promettente.

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