Angelo Cerchi: Le Radici del Necronomicon

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Come dice giustamente Paul Roland nella sua biografia su Lovecraft – Il sogno e l’incubo: vita e opera di H.P. Lovecraft appena pubblicata in Italia dalle Tsunami Edizioni – il Solitario di Providence “rimase uno scrittore per pochi fino al revival dell’occultismo nei tardi anni Sessanta” e associa il suo nome a quello di Crowley, Anton La Vey e Dennis Wheatley.  Di sicuro Lovecraft, a dispetto della sua produzione all’insegna di un cosmic horror nero non privo di suggestioni e rimandi alle scienze occulte, era un materialista dichiarato. Questo emerge leggendo il suo monumentale epistolario: tuttavia sosteneva anche che nei tomi di magia e occultismo si potevano trovare formule e idee adatte a creare la giusta atmosfera per i suoi racconti.

Un fatto incontestabile è che la figura di Lovecraft continua ad affascinare ed è questa la sua grande forza che continua a perdurare ancora oggi al di là di come la si pensi sui suoi presunti legami con la magia. L’occultista Kenneth Grant fece un parallelismo fra le sue divinità e quelle di Crowley e qualcuno, come il francese Serge Hutin, sostenne come la descrizione di certi rituali magici effettuata da Lovecraft fosse il resoconto di esperienze effettivamente vissute. È in questo filone che si muove Angelo Cerchi, autore nato a Chiavari nel 1966 e grande appassionato di occulto e di Lovecraft di cui ora esce per la Lanterna Magica Edizoni Le Radici del Necronomicon. Cerchi, nel suo precedente libro H.P. Lovecraft – Il culto segreto, ha sostenuto una tesi non priva di fascino ma un po’ azzardata in cui ipotizza che HPL fosse venuto in contatto con una setta di iniziati a un culto segreto nelle sue peregrinazioni nel New England.

Come giustamente fa notare Danilo Arona nella prefazione di questo nuovo libro di Angelo Cerchi, le reazioni al suo precedente H.P. Lovecraft – il culto segreto si sono divise fra chi non riesce ad accettare una teoria di questo tipo e chi invece pensa sia possibile trovare riscontri fra il sapere esoterico e l’opera di Lovecraft. Da parte mia, pur essendo scettico sull’effettiva appartenenza di Lovecraft a una setta, sono in ogni caso “aperto” ai saperi perduti della cultura esoterica. In questo concordo con il politologo Giorgio Galli – esperto di rapporti fra storia ufficiale ed esoterismo – quando dice che, a dispetto del  materialismo di Lovecraft, “è anche attraverso scrittori come lui che riemergono quelle antiche culture che sembravano accantonate.. .sebbene egli stesso facesse fatica ad ammettere questi influssi, ciò non toglie che ci siano stati”.

In questo senso il nuovo libro di Angelo Cerchi risulta di estremo interesse e fascino. Nelle pagine del suo testo si trova un’attenta disamina delle formule magiche usate da Lovecraft in racconti come L’orrore di Dunwich e Il caso di Charles Dexter Ward: da questo studio emergono dei rimandi a fonti come Il libro di Enoc con la sua leggenda dei Nephilim e ad oscuri testi ebraici antichi quanto la Kabbalah. La divinita’ Yog Sothoth secondo Cerchi e uno studioso di lingue ebraiche che si nasconde sotto lo pseudonimo di “barionu” deriverebbe così da una tradizione esoterica ancora da decifrare. Cerchi ipotizza infine l’esistenza di un fantomatico “Liber Damnatus” a cui avrebbe attinto Lovecraft e di cui ricostruisce alcuni frammenti.

In attesa del nuovo capitolo di Cerchi non mi resta che consigliare Le Radici del Necronomicon a chi è interessato al lato oscuro dell’opera “lovecraftiana”.

Angelo Cerchi “Le radici del Necronomicon” – Lanterna Magica Edizioni – 84 pagine – Euro 16

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