Helfir: The human defeat

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The human defeat coniuga l’epica drammatica del gothic metal con le atmosfere dilatate del progressive, andando ad inserirsi, con ottimi risultati, nel solco tracciato da Porcupine Tree e da quella vera e propria “scuola” che fa capo alla Kscope. Etichetta nei lodevoli intenti affine alla nostra My Kingdom Music, non per nulla patrocinatrice di questo che è il secondo capitolo di Helfir, sigla sotto la quale si cela l’esperto polistrumentista Luca Mazzotta. I nove brani (più la riproposizione in veste strumentale di “Chant d’Automne”) coinvolgono l’ascoltatore guidandolo in un labirinto sonoro caratterizzato da repentini mutamenti d’umori, fra le impennate strumentali di “Tide” e la corusca e maestosa “Golden tongue”, che rimanda ai fasti di “Wildhoney” dei Tiamat ed alla corrente del death/doom invaghitasi anni or sono delle efflorescenze psichedeliche; ci si ripiega su se stessi nella citata “Chant d’Automne” (la quale si ispira alla lirica di Charles Baudelaire) e neppur l’ambient elettronica di “Climax 2.0” non pare fuori luogo, tutto concorre ad attribuire a The human defeat un marcato senso di unità narrativa; la lunga ed assorta “The last sun” assolve magnificamente al compito affidatole: un sole morente cala lento sull’orizzonte, lasciando chi osserva la sua parabola nel dubbio che mai possa più sorgere. Raggi obliqui ormai privi di calore penetrano nella scura coltre di nembi irosi, rimanendo intrappolati nella nera ovatta, ci si stringe nei pastrani e si inizia la marcia…

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.lucamazzotta.net
TagsHelfir
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