M.W. Wild: The Third Decade

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Abbandonata dopo quattro dischi la formazione gothic rock The Cascades, attiva da fine anni ’80, il tedesco M.W. Wild intraprende la carriera solista pubblicando di recente il debut album The Third Decade con la label Echozone. Il lavoro contiene quattordici tracce di classico gothic, di impostazione melodica, come attestato dalla presenza rilevante del piano, e con ‘punte’ di pathos sincero, spesso vicino alle sonorità dei Sisters of Mercy. Inevitabile considerare quanto questo genere sia largamente inflazionato ma tuttavia seguito, oggi come ieri, da un pubblico affezionato e fedele. Si comincia con la title track, bel pezzo alla 69 Eyes, caratterizzata fin dai primi momenti da un piano, appunto, melodico e suggestivo anche quando il contesto si ‘arricchisce’ ed il ritmo incalza. “Red Carpet” non devia dal sentiero tracciato e, nonostante la pregevole chitarra,  si viene presto assaliti da una sgradevole sensazione di già sentito – questa per esempio richiama chiaramente i Sisters of Mercy, soprattutto nello stile di canto: chi non ha presente i ‘no, no, no’ di Andy Eldritch? – che non se ne va più fino alla fine. Così “Marionettes”, uno dei motivi più gradevoli, scorre liscia sui medesimi binari e lo stesso, per esempio, può dirsi di “Nobody” o di “Dark All Over” che sembra proprio un brano dei Sisters of Mercy. Si distingue in modo positivo per il clima assai più cupo e drammatico e l’andamento solenne e vagamente marziale “Writing On The Wall” e poi “Exit To Grey” si giova di una chitarra davvero bella; fra gli episodi più ‘depressi’ “Spring Again” che, comunque, non è affatto priva di un certo ‘appeal’, anche perchè la voce di Wild offre in effetti un’ottima prova, mentre la lenta ballata “Turning Leaf” appare un po’ esagerare nel ‘sentimento’. Per il resto, rimane poco da segnalare: The Third Decade si conclude con “Danubia”, traccia orecchiabile e molto, molto ‘goth rock’.

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