Rapoon: Rhiz

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Prosegue, da parte della Zoharum, la riproposizione del catalogo Rapoon, la creatura multiforme di Robin Storey. Storey, come gli appassionati sapranno, era uno dei membri dei Zoviet France, una formazione leggendaria di Newcastle che ha spostato i confini della musica industrial e dark-ambient verso territori ipnotici e metafisici mai piu’ raggiunti da nessuno. Ma quell’avventura e’ finita e l’ex Zoviet France ha dato vita a Rapoon, un progetto ammantato da un’aura tribale e misticheggiante. Numerosi sono stati i dischi pubblicati con questa sigla: alcuni rimangono ancora oggi delle pietre miliari del genere tribal-ambient come “Vernal Crossing” (1993) e “Fallen Gods” (1994) solo per citare due lavori particolarmente significativi. C’e’ pero’ da fare una considerazione: come molto altri artisti del genere ambient, penso a Steve Roach, Robert Rich, Vidna Obmana, The Hafler Trio solo per fare qualche nome, anche Rapoon e’ stato affetto, nel corso degli anni, da un’eccessiva iperproduttivita’ che lo ha portato a immettere sul mercato una quantita’ ingente di materiale. La stessa Zoharum, oltre a ristampare la sua produzione ha pubblicato anche diverse raccolte di inediti e brani apparsi su compilation. Tutto questo va a detrimento, inevitabilmente, della qualita’. Prendiamo questo “Rhiz”, disco uscito in origine nel 2002: si tratta sostanzialmente di un lavoro ascrivibile al genere “dance”: si possono ancora ascoltare i samples vocali e i drones tipici del suo stile, ma sono inglobati in una struttura ritmica preponderante con derive acid-house. Onestamente, “Rhiz” e’ un album sconsigliato a chi non conosce Rapoon e volesse approcciare la sua musica per la prima volta. Per gli altri e’ da prendere solo se si e’ dei completisti, dei collezionisti o degli amanti, in ogni caso, della musica dance e acid-house. Questa nuova edizione e’ rimasterizzata ed esce in una bella confezione digipack limitata a 500 copie. Disponibile su Bandcamp: https://zoharum.bandcamp.com/album/rhiz

TagsRapoon
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