White Lies, Ferrara 27/07/2017

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Il Cortile del Castello Estense, posto meraviglioso adiacente alla più nota Piazza Castello, da sempre palco principale per la manifestazione di “Ferrara Sotto Le Stelle”, ha ospitato la nuova tappa del tour promozionale di Friends, ultima fatica dei White Lies.

Disco che all’uscita ha fatto storcere, ingiustamente, il naso alla vecchia guardia dei fan più legati al post-punk dell’esordio, spiazzati dalla definitiva conferma di un approccio più wave e meno post-punk intrapreso dalla band. In verità questo cambiamento aveva cominciato a farsi strada sin dal secondo album Rituals, disco altalenante, che riascoltato ad anni di distanza mostra quello che è il suo vero problema: una produzione troppo “disco oriented” del suono e poco wave.

Con il successivo e splendido Big TV i White Lies hanno definitivamente fatto esplodere la loro anima musicale, dettando le preziose coordinate che li contraddistinguono da tutte le altre band degli anni zero.

Avevo avuto la fortuna di vederli, sempre a Ferrara ma in Piazza Castello, agli esordi, come gruppo spalla degli allora più famosi Bloc Party. Con grande soddisfazione il concerto di ieri sera conferma quanto i White Lies siano cresciuti, maturati, abbiano acquisito quella consapevolezza e visione di intenti musicale, in grado di farli sopravvivere alla caduta libera abbracciata dalle altre band degli anni zero. Il ciarpame musicale sul quale si sono avvitati gli Editors per esempio, o la morte musicale definitiva dei Bloc Party, sono orrori bene impressi, purtroppo nelle nostre orecchie.
Per i White Lies dopo due album il cambiamento è stato si radicale ma, cosa importantissima, molto naturale. Perché la performance di 90 minuti messa in atto dalla band è stata semplicemente perfetta, con un McVeigh in grandissima forma che ha confermato, se ancora ce ne fosse bisogno, di avere una voce potente e meravigliosa.

I 17 brani abbracciano tutti gli album, con ampio spazio dedicato a Friends e Big TV. Sin dalle prime note di “Take It Out on Me” il coinvolgimento del pubblico è alle stelle e già dal secondo brano “There Goes Our Love Again” gli animi si surriscaldano al punto giusto, grazie anche ad un’esecuzione impeccabile. I White Lies, considerata la posizione dei brani in scaletta, cercano la partecipazione attiva del pubblico, che ricambia calorosamente sentendosi parte dello show. La cosa che mi è rimasta impressa maggiormente, sono stati i sorrisi delle persone che erano vicino a me, gesti che ricambiavano la gioia della band si suonare per il pubblico. Si è trattato di un “do ut des” fluido e continuo che raramente raggiunge l’intensità che si è generata nel cortile estense.

Se i brani dell’esordio come “To Lose My Life”, “Farewell to the Fairground” o la magnifica “Death” è naturale che facessero muovere persino le pietre, la sorpresa maggiore viene dalla resa live dei due brani dell’encore. Una “Big TV” da brividi apre la strada all’unico brano scelto da Rituals, a conferma del fatto che nemmeno i White Lies amano più di tanto il secondo album, ovvero “Bigger Than Us”, canzone perfetta per calare il sipario su questa grande realtà musicale.

Take It Out on Me
There Goes Our Love Again
To Lose My Life
Hold Back Your Love
Getting Even
The Price of Love
Farewell to the Fairground
Morning in LA
Is My Love Enough
Unfinished Business
From the Stars
A Place to Hide
Swing
Don’t Want to Feel It All
Death

Encore:
Big TV
Bigger Than Us

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