William Fryer Harvey: La bestia dalle cinque dita – Edizioni Hypnos

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Novita’ in casa Hypnos nella classica collana denominata Biblioteca dell’immaginario: per l’occasione la veste grafica e’ rinnovata e “migliorata’ rispetto a quella precedente anche se mi sembra sempre un po’anonima. Detto questo l’autore presentato e’ William Fryer Harvey, scrittore inglese (1885-1937) ascrivibile al proficuo filone della classica ghost story nel solco di Montague Rhodes James e Walter De La Mare. Se ricordo bene in un vecchia introduzione a una storica antologia del soprannaturale intitolata “Storie di fantasmi” e uscita per la Einaudi Fruttero e Lucentini mettevano in evidenza come gli scrittori britannici fossero senza dubbio gli interpreti migliori di questo particolare genere. E devo dire che non fa eccezione William Fryer Harvey nonostante, come si puo’ leggere anche nella valida postfazione di Claudio Di Vaio, sia praticamente caduto nel dimenticatoio. In Italia in pratica sono state antologizzate solo 2 storie ovvero “La bestia dalle cinque dita” che da’ il titolo al presente volume e “Calura d’agosto”. Eppure ci troviamo di fronte a un signor scrittore, forse non raffinato come Montague Rhodes James, forse non cosi’ profondo come Walter De La Mare, ma di sicuro molto efficace e moderno nel far intuire l’esistenza di una dimensione irrazionale che sconvolge la quieta e placida realta’ in cui viviamo tutti i giorni. Si pensi a un racconto come “L’orologio” in cui il protagonista si trova di fronte a un vecchio orologio che non dovrebbe funzionare ma che continua a segnare l’ora esatta oppure a “Miss Cornelius”, una storia di orrore “psicanalitico” dove si scava nei meandri piu’ oscuri della mente. “La bestia dalle cinque dita” e’ invece una storia dal forte potenziale horror e, non a caso, ne venne fatta anche una trasposizione cinematografica pur non fedele al testo originale. Ma i racconti che forse ho preferito sono “Miss Avenal”, in apparenza una vicenda di vampirismo ambientata nella campagna inglese ma che, in realta’, ha una forte atmosfera pagana e misteriosa non cosi’ lontana, a tratti, da Arthur Machen e “Il posto degli Ankardyne”, quest’ultima una torbida vicenda orrorifica che si svolge all’interno di una chiesa che cela al suo intero un mistero terrificante risalente ai secoli passati. Ma come dimenticare “Calura d’agosto” dove  il lettore viene avvolto in una tensione di un’intensita’ unica o “Il lago”, dove pero’, alla fine, viene data una spiegazione razionale dopo aver dipinto una realta’ dai contorni perturbanti. Non posso che consigliare questo volume a chi ancora non conosce William Fryer Harvey e a chi adora il fantastico britannico e le storie di fantasmi. Onore a Hypnos che continua a occupare un suo spazio, pur in un ambito ristretto, con grande passione e competenza. Il volume si puo’ acquistare direttamente nel negozio delle Edizioni Hypnos.

William Fryer Harvey “La bestia dalle cique dita” – Edizioni Hypnos – 293 pagine  – Euro 21,90 – 2017

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