Fufanu: Sports

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Duo islandese in precedenza conosciuto, con il moniker Captain Fufanu, principalmente in ambito techno, Kaktus Einarsson e Gulli Einarsson sono oggi diventati semplicemente Fufanu e hanno preferito orientarsi verso una scelta postpunk di impronta elettronica che ha guadagnato loro molti elogi, vista la capacità di crearsi un sound abbastanza particolare e riconoscibile. Dopo l’esordio nel 2015 con A Few More Days To Go i nostri pubblicano quest’anno Sports, un lavoro complessivamente valido che sta consolidando decisamente la loro fama. La title track dà il via all’album, aprendo scenari oscuri definiti dalla ritmica pesante, dall’andamento ipnotico e da una tessitura elettronica consistente. La medesima ispirazione anima la seguente “Gone For More”, dai colori ancora più dark, dove però il ritmo più accattivante appare più adatto ai contesti ‘danzerecci’, mentre “Tokyo”, uno degli episodi più belli, ‘incede’ sinuosa e torbida in puro stile wave. Molto gradevole anche la successiva “White Pebbles”, caratterizzata da quell’andamento fluido e vagamente evocativo che è un po’ il marchio di fabbrica dei Fufanu. Ciò non toglie che vi siano anche brani di minor rilievo, come “Just Me”, che sembra voler imitare i Depeche Mode, con sonorità a tinte pop piuttosto ‘disimpegnate’ oppure la bizzarra “Bad Rockets” che, nonostante l’atmosfera cupa, sa sinceramente di poco. Vogliamo comunque menzionare ancora la graziosa, tendenzialmente romantica “Your Fool”, dai suoni davvero ‘retrò’ e la finale “Restart”, che alterna le solite tonalità evocative a passaggi di chitarra robusti, concludendo un disco che, di certo, ha un suo perché.

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