Rome: Hansa Studio Sessions

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Jerome Rome con la sua creatura Rome e’ ormai diventato una sorta di figura di culto: non e’ esagerato dire che sia l’erede legittimo del glorioso filone del neo-folk, un genere che ha da tempo esaurito la sua vena creativa con l’eccezione appunto del musicista lussemburghese. Mancava nella sua nutrita discografia un album dal vivo: ora, a parziale rimedio di questa lacuna esce, sia in formato mini cd sia in un 12” in vinile in un’edizione rigorosamente limitata in 500 copie numerate e firmate – la registrazione di una sessione dal vivo in studio. Il disco, intitolato Hansa Studio Sessions, ha cosi’ tutta l’aria di essere un “regalo” fatto ai suoi ascoltatori piu’ fedeli alla sua arte. Il repertorio spazia in tutta la carriera dei Rome: si parte con “Transference”, una delle tracce migliori e piu’ trascinanti del recente The Hyperion Machine da cui viene proposta anche la brumosa “Stillwell”, quest’ultima dalle atmosfere intimiste alla Leonard Cohen e quindi nel tipico stile dell’ultimo Rome. Ma Reuter va a ripescare anche “Reversion”, proveniente addirittura da Nera, il suo album d’esordio del 2006 e “Der Brandtaucher” da Masse Mensch Material del 2008.. Vengono proposti poi due brani da Confessions d’un voleur d’ames come “The Torture Detachement” e “Querkarft”, il primo intriso di una maliconia senza tempo che ha fatto parlare di Reuter come di un oscuro chansonnier dei nostri tempi, mentre il secondo piu’ vicino alla new wave. Si chiude con ‘Legacy Of Unrest” che in origine era presente in Flowers From Exile”, in assoluto uno dei miei album preferiti dei Rome. Alla fine non siamo di fronte a niente di nuovo e forse sarebbe stato meglio pubblicare un vero album dal vivo, magari regisitrato in un fumoso club dalle atmosfere decadenti: tuttavia la scelta dei pezzi e’ buona e sicuramente gli amanti di Rome non rimarrano delusi.

 

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