Tunguska: Tunguska MMXV (15th Anniversary Edition)

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Prevista anche in edizione ultra-limitata a sole cinquanta copie (con una riproduzione miniata su cartoncino de “Il suonatore del silenzio” effigiato in copertina, opera del Maestro Danilo Capua), Tunguska è stata rieditata ormai due anni or sono da Selenophonia, collettivo artistico che ha in Luigi Maria Mennella una delle sue anime. Le nove tracce del disco (alle quali s’aggiunge la bonus-track “Chemtrails, chemlies?”) attraversano le algide lande dell’ambient ricorrendo ad una effettistica di grande presa, lasciando scivolare le emozioni suscitate sulle ali di tastiere spaziali e cori evocativi. Opportuno soffermarcisi, adunque, l’ascolto diviene partecipazione, la fantasia corre, e magari insorge l’urgenza di ricorrere ad una approfondita ricerca, ovvero alla visione di qualche documentario in merito. Oggidì classifichiamo come eccezionali eventi che tali in effetti non lo sono (è sufficiente che la Natura si manifesti con forza appena superiore a quanto noto), eppure quello che accadde nel 1908 nel distretto siberiano di Krasnojarsk suscita ancora interrogativi. Ristampa che giunge opportuna, essendo la primigenia edizione del 2000 (per Oktagon Records) certo di non facile reperibilità; anche se non accessibile a tutti, Tunguska possiede una forza descrittiva che a a molti progetti che si ascrivono alla medesima matrice (e che frettolosamente vengono catalogati come avant-garde) viene meno, rendendo così ulteriore merito all’attento operato dei suoi artefici, Claudio Dondo e Massimo De Maria.

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