Fervs: Garden of Silent Tribes

0
Condividi:

Oscuro progetto di nicchia questo dei Fervs, un duo francese la cui musica, rituale e evanescente, è ricca di influssi di musica folk tradizionale e ambient e il cui esordio Garden of Silent Tribes è un lavoro molto interessante. Non siamo lontani, come ambientazioni, dalle cose più minimali e elettroniche degli Ulver anche se questo è solo il primo nome che mi è venuto in mente. In realtà i Fervs sono molto originali: le loro atmosfere sono arcane e fuori dal tempo e rievocano culture antiche tradizioni sepolte. In questo senso un altro gruppo che, per associazione, trovo vicino sono i nostri Ordo Equitum Solis ma questo solo per rendere l’idea di una proposta sonora che, pur usando un linguaggio derivativo come quello del folk e dell’ambient, riesce ad essere riconoscibile in confronto ad altri gruppi simili. La prima traccia – “Mist Upon My Shoulder” –  è anche quella più rituale ed esoterica, sembra una cerimonia officiata in qualche sperduto monastero tibetano. Le trame sonore della successiva “An Unachieved Valediction” indugiano invece verso toni crepuscolari venati di malinconia con la bella voce femminile in evidenza accompagnata da sonorità acustiche e folkeggianti, quasi pagane e dalle percussioni. Con “The Serpent’s Lay” siamo invece in territori più diafani e metafisici per quello che è sicuramente un grande pezzo. Ma, nel suo complesso, il disco si mantiene su buoni livelli senza cadute di tono. “The Witch’s Moan” e “Ode To The Dead” sono altri momenti da segnalare. Chiude il cerchio e anche il disco “Mist Upon My Bowels”, traccia simile all’iniziale “Mist Upon My Shoulders” nella sua cupa ritualità esoterica. Il mio giudizio su Garden of Silent Tribes è positivo: i Fervs hanno dimostrato di avere qualcosa da dire e, a questo punto, non resta che aspettare gli sviluppi futuri. Si tratta di un’autoproduzione quindi la qualità audio non è eccelsa. Disponibile su Bandcamp: https://fervs.bandcamp.com/releases.

TagsFervs
Condividi:

Lascia un commento

*