Secret Sight: Shared Loneliness

0
Condividi:

Progetto italiano da tenere d’occhio assolutamente, i Secret Sight, dopo il bel risultato di Day. Night. Life, pubblicano in questi giorni il secondo lavoro Shared Loneliness. Assente il vocalist Matteo Schipsi, la band è divenuta un trio, formato da Cristiano Poli, Lucio Cristino e Enrico Bartolini, ed ha affidato la produzione ad un esperto nel settore come Alessandro Ovi Sportelli. Il suono ha subito una serie di rimaneggiamenti in direzione di modalità più armoniose e dal sapore evocativo, ferme restando le atmosfere cupe e il mood intimista. Tuttavia i tre sembrano essersi allontanati dal modello ‘Editors’ del primo periodo e aver trovato una formula personale e valida che fa di questo disco un ascolto interessante. La breve “Lowest point” apre degnamente l’album con note pacate e un po’ sognanti e introduce la più vivace e consistente “Stage Lights”, dallo scenario oscuro e ‘introspettivo’ in stile ‘80 già tratteggiato dall’esordio lento e vagamente lugubre. Poi, la bella “Blindmind” brilla per la ricchezza della chitarra e la tenebrosa persistenza del basso e “Fallen” rivela il suo debito – non troppo esplicito ma piuttosto percepibile – con l’aspetto più romantico e decadente dei Cure. Quindi, dopo le tonalità nostalgiche e malinconiche di “Flowers”, appena scandite da una ritmica accattivante, con “Swan’s Smile” si torna a sonorità più sostanziose e vivaci e a colori shoegaze mentre con “Over” si trovano di nuovo riferimenti al passato – a me ricorda i Wall of Voodoo! – ma ‘filtrati’ dalla sensibilità moderna dei nostri. Infine, il brio di una splendida chitarra rende amabile la malinconia in “Surprising Lord” e “Sometimes” conclude con toni confidenziali e, ancora una volta, introspettivi un altro notevole disco italiano.

Condividi:

Lascia un commento

*