Worhol: The awakening

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Non capita tutti i giorni di recensire una band formata da padre e figlia (pronta la citazione di Nikka e Don Costa, ho dei famigliari reattivi…), i Worhol hanno deciso di unire le forze e sfruttare i rispettivi talenti (Larry alla chitarra ed alla composizione, Ashley al canto) dando vita a questo progetto che non nasconde le proprie ambizioni. The awakening si colloca agevolmente nell’alveo (esausto, considerando la messe di uscite) del symphonic-metal, con questa ultima componente diluita da un’inclinazione più hard rock; come in “Already forgotten”, ove il violino rimanda ai Kansas, il piano fornisce un apporto costante e Larry concede ampi spazi alla figlia evitando accuratamente di scivolare nel protagonismo ad ogni costo. Il gusto tipicamente americano per la melodia radiofonica viene omaggiato in più d’una occasione, la produzione esalta i due attori principali, senza per questo sacrificare la sezione ritmica, nell’agile strumentale “Rage and revenge” s’odono lontani echi dei Rainbow (quelli con Joe Lynn Turner alla voce), la ballata “In this town” si fa apprezzare per merito dell’ugola dorata di Ashley, pronta ad esibire il suo lato più umbratile nella noir “We, the abused” (stabilendo un legame coi nostri Belladonna), ma già l’opener “Voices from above” aveva svelato i piani dei texani. Nulla è lasciato al caso dai Worhol, ed il contratto siglato con Warner Bros. rende evidente l’intenzione di ottenere la massima visibilità possibile (supporteranno gli Xandria in alcune date del loro imminente U.S. tour). E’ ben vero che in Italia vantiamo acts di assoluto valore in questo settore ormai sovra-affollato, The awakening risulta comunque disco ben congegnato e depositario di alcune soluzioni teatrali che il genere ha finora sottostimato.
P.S.: Vantano una parentela celebre, con l’Andy che tutti noi conosciamo.

Per informazioni: http://www.wormholedeath.com
Web: http://www.facebook.com/Worhol.Productions
TagsWorhol
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