Nexus: The Taint

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Band abruzzese in attività da alcuni anni, i Nexus – Vlad Voicu, Tony Di Marzio, Il Diverso, Diego Aureli e Daniele di Gasbarro – hanno pubblicato quest’anno il debut album, The Taint. La scelta stilistica dei nostri è caratterizzata da una struttura gothic rock con molte contaminazioni dovute, fra l’altro, alla massiccia presenza elettronica. La chitarra e la ritmica pesante, abbinate ad una parte vocale abbastanza incisiva, creano un amalgama che sicuramente troverà apprezzamento presso i fan del dark rock e del gothic. L’opener “Solitude”, uscita anche come singolo, è uno degli episodi più efficaci, con una melodia che si impone e una chitarra che sa il fatto suo e conduce di fatto l’intero gioco, giacchè il cantato manifesta qui, come in alcune altre occasioni, qualche sfumatura di incertezza. Subito dopo, troviamo “Cancer”, che sfoggia sonorità ancora più grevi, diversamente da “Funeral Pyre” che si attesta su un mood più melodico, ingentilito dal piano. Il resto dell’album in sostanza oscilla fra passaggi pesanti in cui domina la chitarra e le sue distorsioni/evoluzioni e momenti più ‘ammorbiditi’, caraterizzati da riff orecchiabili; occasionalmente appaiono scenari più sinistri, quasi cinematici – per esempio la parte elettronica di N.B.N. – o si percepisce l’influenza di classici del genere, a mio avviso soprattutto gli HIM (“Crimson Wine”). Il problema principale, in verità, è il clima un po’ uniforme e la mancanza di brani che colpiscano o, in qualche modo, emergano. Comunque vale la pena evidenziare ancora “Scrying Mirror”, della quale si apprezzano effettivamente i bei passaggi sintetici e, tutto sommato, anche la conclusiva “To Silence Your Demons” che chiude con ‘staffilate’ in stile industrial metal il lavoro di una band alla quale consigliamo di osare di più.

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