Algernon Blackwood: Discesa in Egitto – Edizioni Hypnos

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Algernon Blackwood (1869-1951) è uno dei grandi esponenti della letteratura “weird” classica. La sua produzione è caratterizzata da un genuino senso del terrore spirituale: i suoi racconti sono dei classici del genere e meriterebbero maggior diffusione al di fuori della ristretta cerchia degli amanti del weird-tale e dell’ignoto.

H.P.Lovecraft, nel suo importante L’orrore soprannaturale in letteratura (Supernatural Horror in Literature), un saggio che, a suo modo, ha fatto scuola, dedica uno studio approfondito ad Algernon Blackwood ed arriva a definire I Salici il miglior racconto nella storia della letteratura del soprannaturale in virtù di un’atmosfera soprannaturale molto potente. Proprio “l’atmosfera” era una delle caratteristiche salienti che, per il Solitario di Providence, doveva possedere un buon racconto dell’orrore: non è così sorprendente che sentisse idealmente vicino uno scrittore come Blackwood.

Anche Peter Penzoldt parlerà diffusamente – nel suo purtroppo inedito in Italia The Supernatural In Fiction (se si eccettua la traduzione a cura del compianto Claudio De Nardi di un capitolo dedicato a Machen e disponibile nell’edizione Fanucci de I tre Impostori) – di Algernon Blackwood considerandolo uno dei grandi della narrativa soprannaturale, ben superiore allo stesso Lovecraft, giudizio su cui non concordo.

Ora le Edizioni Hypnos disseppelliscono dall’oblio una piccola gemma sepolta di Algernon Blackwood ovvero il romanzo breve o racconto lungo Discesa in Egitto (A Descent into Egypt) che, in origine, era racchiuso nella raccolta “Incredible Adventures” pubblicata nel 1914 da Macmillan. Discesa in Egitto è stato poi ristampato per i tipi di Hippocampus Press nel 2004.

La storia narra le vicende di George Isley, una viaggiatore solitario che arriverà a trovare il lato oscuro della sua personalità nel mistico e magico universo del profondo Egitto. Accompagnato dall’egittologo Moleson troverà a Tebe il suo destino. Isley e il suo compagno Moleson sembrano aver cambiato personalità: è come se entità appartenenti ad una dimensione al di là del tempo e dello spazio si siano impossessate di loro. La storia di George Isley ci viene narrata dal punto di vista di un suo amico che ha avuto modo di notare la sua metamorfosi.

Si accennava prima all’importanza dell’atmosfera nella narrativa di Blackwood: in Discesa in Egitto è proprio l’atmosfera a costituire l’elemento principale della storia: grazie alle “magiche parole” dello scrittore inglese siamo in grado di rivivere i miti e i riti dell’Antico Egitto. Le “immagini” evocate dalla sua penna riportano alla luce i culti di Amon-Ra e di Anubi e ci parlano di una realtà trasfigurata in cui a dominare sono i Faraoni e i colossi di Memnone con tutto il loro carico di una storia millenaria, mitica e mitologica. E’ come fare una sorta di viaggio a ritroso nel tempo nei segreti dimenticati di una cultura leggendaria: l’effetto creato da Blackwood è ipnotico e fantasmagorico.

Consiglio caldamente Discesa in Egitto agli amanti del “weird” classico ma anche a chi non conoscere questo straordinario autore. Disponibile presso il negozio online delle Edizioni Hypnos al seguente link: http://www.edizionihypnos.com/.

Algernon Blackwood – “Discesa in Egitto”  87 pagine – Collana Visioni numero 6 – Euro 8,90 – 2017

 

 

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