Anne-Sylvie Salzman: Lacerazioni

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La letteratura fantastica di matrice non anglofona viene spesso snobbata ed è perciò poco conosciuta. Questo è un discorso valido sia per autori del passato, penso al polacco Stefan Grabinski di recente riscoperto in Italia grazie alle Edizioni Hypnos e Stampa Alternativa, ma anche a certi nomi del panorama attuale. Uno di questi è rappresentato dalla scrittrice francese Anne-Sylvie Salzman nome che, al di fuori dei propri confini, non gode forse della fama meritata ma che, in ogni caso – pur essendo la sua produzione di nicchia – merita di essere conosciuta da un pubblico più vasto. Eppure il fantastico di scuola francese ha una grandissima tradizione. Tra l’altro stiamo parlando di un’autrice con alle spalle 3 romanzi oltre ad un’intensa attività di traduttrice – sotto lo pseudonimo di Anne-Sylvie Homassel – sia di classici come Arthur Machen, Lord Dunsany, Fritz Leiber sia di nomi moderni come Iain M. Banks e Thomas Ligotti. In realtà qualcosa di recente si è mosso: una sua raccolta di racconti è stata pubblicata dalla prestigiosa Tartarus Press in Inghilterra con il titolo di Darkscapes e una sua storia, la conturbante Fox Into Lady, è stata inclusa nel 2014 nel volume Year’s Weird Best Fiction (Nuovi incubi) a cura di Laird Barron. Ora è la volta della sua prima apparizione in Italia sempre grazie all’attenta opera delle Edizioni Hypnos che, dopo autori come Simon Strantzas e Laird Barron, hanno il coraggio di puntare su un’autrice non anglofona con un’antologia – che raccoglie i volumi Lamont (2011) e Vivre sauvage dans les villes (2014) – intitolata significativamente e in modo calzante Lacerazioni, presentata dalla stessa Salzman quest’anno alla terza edizione di Stranimondi a Milano. La narrativa di Anne Sylvie Salzman è a pieno titolo definibile “weird”, un termine che lei stessa ha definito come “qualcosa che va oltre il classico fantastico e scava nei recessi torbidi della mente”. Per la verità in Francia “weird” è un termine ancora poco usato – gli viene sempre preferito “fantastique – ma che, però, le calza a pennello: l’universo evocato da Anne-Sylvie Salzman riesce a penetrare negli incubi più nascosti dell’animo umano, facendo uscire fuori la sua natura più onirica e, in certi casi, aberrante. Tutti i racconti di Lacerazioni sono divisi per temi denominati “Sopra”, “Sotto”, “Fanciulle perdute”, “Crocefissioni” e “Vita selvaggia”. La Salzman scrive molto bene e ci porta piano piano, attraverso la descrizione di piccoli dettagli, ad entrare in un’altra dimensione dell’essere popolata da incubi orrendi come in “La sventurata”, storia ambientata in un circo popolato da essere mostruosi non priva di un erotismo perverso o in “Ai piedi del faro”, narrazione di una tremenda mutazione nel corpo del protagonista che lo porterà a percepire l’esistenza di un’altra realtà. Una costante di tutti questi racconti è rappresentata dalla presenza quasi ossessiva degli animali: non mancano mai, in particolare, pecore, volpi o cani. Tutto questo è in parte legato al vissuto biografico dell’autrice come da lei stesso confessato e dal sentimento morboso che le suscitavano la vista dei corpi morti di queste bestie: la tematica emerge secondo me in molto molto chiaro nel racconto Shioge, caratterizzato da un numero impressionante di pecore morte: la causa di questa moria sembra provenire da un inquietante essere la cui natura non verrà mai svelata. Ma come dimenticare una storia come la citata Fox Into Lady che recupera la leggenda della donna volpe del Giappone riletta in maniera “viscerale” e incubica? Ottima anche la veste grafica a cura di Ivo Torello mentre le traduzioni sono di Barbra Bucci e Elena Furlan. Non posso che consigliare Lacerazioni a chi ha gusti aperti e “visionari”: scoprirete una scrittrice sorprendente. Disponibile presso il negozio online delle Edizioni Hypnos al seguente link: http://www.edizionihypnos.com/.

Anne-Sylvie Salzman “Lacerazioni” – 225 pagine – Edizioni Hypnos – Euro 16,90

 

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