Chromium Hawk Machine: Annunaki

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Hawkwind e Chrome sono, con i Gong – e più di recente con gli Ozric Tentacles, gli alfieri principali del cosiddetto space-rock. L’epopea cosmica degli Hawkwind è qualcosa di leggendario, chi ha amato questo gruppo alla follia ne colleziona i dischi e ne officia il culto come un culto religioso: dischi come In Search of Space e Masters of the Universe sono oggi classici senza tempo. A suo modo anche Alien Soundtracks dei Chrome di Helios Creed, con i suoi suoni elettronici e fantascientifici ha fatto storia. Ora due menti “illuminate” come quelle di Nick Turner e Helios Creed hanno deciso di unire le forze – coadiuvati dal multistrumentista Jau Tausig – in una nuova fantasmagorica creatura denominata “Chromium Hawk Machine” sotto l’egida della sempre lungimirante Black Widow di Genova. Dico subito che il disco, intitolato , è pazzesco: l’incontro fra l’universo degli Hawkwind e quello dei Chrome ha generato una musica allucinata, psichedelica, spaziale, ipnotica che ci proietta in una dimensione al di là del tempo e dello spazio. Si tratta essenzialmente di jam sessions in cui viene liberata la creatività folle e delirante dei musicisti: il basso pulsante, il sax, i synth e la chitarra acida e distorta creano delle ambientazioni cosmiche e futuriste come nell’iniziale “Cosmic Explosion”. Questa musica potrebbe essere la  colonna sonora ideale di un viaggio nello spazio a bordo di un’astronave mistica: la qualità e l’intensità non vengono mai meno. Il secondo dischetto è forse ancora più estremo del primo con un pezzo come la lunga – oltre 32 minuti – “Crying Moon, Dying Sun” che ci conduce verso mete sconosciute in paesaggi cosmici ed extraterrestri. Siamo di fronte ad un grande disco che mi sento di consigliare caldamente a tutti i “Viaggiatori Cosmici!

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